La manifestazione
Giorgieri: rispettiamo la storia, c’è la “e” tra Massa e Carrara
Carrara. «160 anni di storia, metà con una dicitura sbagliata, fondata su un errore, un falso storico». La provincia apuana quest'anno ha compiuto i suoi primi 160 anni (fu istituita nel 1859) e il paladino della “e” tra Massa e Carrara rilancia con la sua “battaglia” ultra-trentennale. Pietro Giorgieri, ex consigliere comunale socialista carrarese, nonché gestore dello stabilimento balneare Lunezia di Marina di Carrara, da trent'anni si batte per il ripristino della “e” fra Massa e Carrara; al posto del trattino. Riportare in superficie la verità, spiega, per una questione di «dignità storica e morale». Una storia che, precisa il promotore, «non divide, ma unisce perché la “e” per la grammatica italiana è una congiunzione; il trattino, poi piano piano sparito, ha fatto invece il contrario». La storia: dal 1859 al 1946. «Facciamo una premessa doverosa: da secoli Carrara poteva già contare sulla fama dovuta al lapideo. Nel 1769 viene istituita l'Accademia di Belle Arti, e già nel corso dell'Ottocento in città avevano sede importanti filiali di banche e un'ambasciata», contestualizza Giorgieri che arriva all'unità d'Italia e a «quel “Decreto Farini” del 1860 che conferma e sancisce la “e” nella dicitura della provincia». Arriviamo così al 1938, quando nell'Italia fascista nasce il Comune di Apuania, unione tra i comuni di Carrara, Massa e Montignoso. A guerra terminata, prosegue Giorgieri con tanto di documenti, la giunta del Comune di Apuania si riunisce per discutere della “ricostituzione dei Comuni di Carrara, Massa e Montignoso”. «Siamo al 9 luglio 1945, il sindaco di Apuania è Carlo Andrei, e la giunta si riunisce e delibera all'unanimità il “provvedimento per la separazione del Comune di Apuania nei tre Comuni di Massa, Carrara e Montignoso” e che la “Provincia sia denominata, come lo fu sempre; Provincia di Massa e Carrara», sottolinea e ribadisce. Poi arriva la svolta: un decreto luogotenenziale del marzo 1946 dove la “e” si tramuta in trattino. «Un errore le cui cause non sono del tutto chiare e di cui con il passare del tempo si è parlato sempre meno. Ciò ha comportato l'accentramento su Massa delle varie funzioni pubbliche e una subalternità del tutto ingiustificata della capitale del lapideo», rimarca l'ex consigliere e imprenditore balneare che da oltre 30 anni è a caccia di un epilogo per la vicenda.
In tempi più recenti anche il gruppo “Associazione Provincia Nuova” e una decina di anni fa la legge su cui, per Giorgieri, le istituzioni, a partire dal primo cittadino, dovrebbero soffermarsi e da cui si dovrebbe ripartire. «Il “famoso” decreto luogotenenziale è stato di fatto abrogato nel 2008 dalla legge 200 del ministro leghista Roberto Calderoli. Come vedete gli estremi giuridici non mancano e la “e” dev'essere ripristinata come vuole la legge. Non è un capriccio o una vicenda anti-storica o di “campanile”, ma si tratta di ripristinare anche la verità e ridare una dignità storica e morale alla nostra città. Spero che le istituzioni ne prendano atto», chiosa Giorgieri. —
Luca Barbieri
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