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«All’ospedale resta chiuso l’ambulatorio di pediatria»

«All’ospedale resta chiuso l’ambulatorio di pediatria»

Il Comitato in Difesa del Diritto alla Salute Lunigiana denuncia alcuni disservizi «Anche radiologia e ortopedia hanno dovuto fare a meno dello specialista»

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FIVIZZANO. Ancora disservizi all’ospedale cittadino vengono segnalati da Gabriele Mazzoni del Comitato in Difesa del Diritto alla Salute Lunigiana. “Nonostante le nostre ripetute denunce anche recenti- scrive Mazzoni- ad oggi l’ambulatorio di pediatria resta chiuso e non è dato sapere per i giorni a venire quando il pediatra che attualmente è in malattia verrà sostituito”. Altra situazione riguarda l’ambulatorio di ortopedia, “per il mese di gennaio - prosegue il Comitato in Difesa del Diritto alla Salute - non si conosce ancora se e quando sarà presente un medico ortopedico per garantire il servizio, si prospettano disagi quindi anche per gli utenti che affluiranno al Pronto Soccorso”. E poi ancora, “anche la Radiologia ha dovuto fare a meno del medico radiologo almeno un paio di giorni nelle ultime due settimane di dicembre”. A questo punto il Comitato si rivolge agli organi competenti “con l’intento di conoscere le prospettive reali riguardo questa situazione di carenza di personale che sta mettendo e metterà in serie difficoltà la struttura ospedaliera di Fivizzano, considerando anche i pensionamenti importanti che si susseguiranno nei prossimi mesi”.

Il Comitato in Difesa del Diritto alla Salute Lunigiana si sta occupando da molti anni ormai della situazione sanitaria locale, “e anche avendo ottenuto qualche risultato e vinto qualche battaglia ad oggi constatiamo che l’attività di centralizzazione a tutti i costi, con la conseguente delocalizzazione dei servizi fondamentali nelle aree periferiche e disagiate come la nostra, non si è arrestata. Forse una presa di coscienza sincera della politica a livello locale e regionale potrebbe ancora riuscire a rallentare e magari a scongiurare il lento ma costante spopolamento del nostro territorio. Il nostro sentimento oggi è di profondo rammarico, perché nonostante gli svariati incontri con l’assessore alla Sanità i responsabili sanitari i rappresentanti politici anche a livello regionale, le audizioni in terza commissione, i tavoli tecnici, le interrogazioni presentate in Consiglio Regionale, le manifestazioni, le segnalazioni e le denunce a mezzo stampa,siamo arrivati due volte al Ministero della salute con il Crest, scartabellato leggi, regolamenti, analizzato dati, fatto accessi agli atti, raccolto firme per petizioni, in tutti questi anni non siamo riusciti ad ottenere risultati importanti, che possano garantire alle nostre comunità i livelli essenziali di assistenza e la sicurezza sanitaria di tutti i cittadini. Abbiamo sempre e soltanto chiesto che ci venga riconosciuto il diritto fondamentale alla salute con priorità ad avere risposte celeri all’emergenza-urgenza, vogliamo dei veri Pronto Soccorso nei nostri Ospedali e reparti in grado di curarci. Lo chiediamo dal 2013 da quando un sistema che funzionava è stato smantellato. Il nuovo Piano Sanitario “grida” parole chiave come: ridurre le disuguaglianze, equità e giustizia sociale, centralità delle persone delle famiglie e comunità. Nel target dedicato alle popolazioni residenti nelle aree interne e insulari si legge: “La fruizione dei servizi Sanitari da parte della popolazione della Regione Toscana deve essere garantita in maniera equa ed universalistica a prescindere dalla sua collocazione geografica”.

“Il nostro augurio per il nuovo anno e che si passi finalmente dalle parole ai fatti, non si può aspettare ancora”. —

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