La protesta
«Sul marmo un’avvisaglia di crisi Dalla Lega non me lo aspettavo»
Il sindaco sul rinvio del regolamento: non credevo ci fossero barriere ideologiche. Ho visto immaturità su questioni tecniche
massa. Ci arriva alla fine e con calma. Dopo l’elenco dettagliato di tutte le cose fatte, degli obiettivi centrati, dei progetti da realizzare. Un’ora di conferenza sul bilancio di fine anno, Persiani ha tra le mani l’ultimo foglio degli appunti. Lo posa e - con la calma di chi l’ha meditato per giorni - sferra l’attacco. Dritto, diretto. Secco. Alla Lega. Se per un anno e mezzo lui, civico, avvocato prestato al centrodestra, è stato a tutti gli effetti il sindaco leghista di Massa con tanto di acclamazione di Salvini alla Comasca, adesso, prende le distanze. Sì perché la Lega lo “ha tradito”: il 23 dicembre ha detto no, votato compatta per il rinvio del voto sul regolamento degli agri marmiferi. Sette consiglieri favorevoli al rinvio (l’ottavo, Nicola Martinucci, era assente) e l’appoggio di due colleghi della lista Persiani sindaco (Matteo Bertucci e Giuseppe Cagetti): il primo cittadino finisce in minoranza. Non riesce ad approvare - questo era il suo obiettivo - il regolamento degli agri marmiferi entro il 31 dicembre, come chiesto dalla Regione. Incassa il cazzottone e, dopo una settimana di silenzio - almeno pubblico - rilancia. E ci va giù duro: «Abbiamo finito l’anno senza l’armonia che fino al 23 dicembre era il nostro emblema. La sintesi che abbiamo sempre trovato è mancata e la cosa si è evidenziata in maniera netta. Mi dispiace per il gruppo Lega, per me la Lega era un riferimento, veder mancare il suo sostegno mi lascia stupito».
Giacca e collo alto, compostezza di modi e tono controllato, si capisce bene che Persiani l’ha pensata, le parole le ha pesate con il bilancino: «Parlare di crisi di maggioranza - e intanto la parola crisi la butta sul tavolo - è prematuro, ma certo questa è un’avvisaglia». Poi di parole ne sceglie un’altra, immaturità: «Dobbiamo addebitarci un po’ di immaturità nel gestire questioni tecniche. Ci vuole studio, preparazione. Dove non arrivano le nostre conoscenze, dobbiamo affidarci ai tecnici».
Come a dire - ma siamo noi a parafrasare - che qualcuno ha preteso di conoscere quel che non conosce. Perché «va bene la dialettica, è fondamentale, ma purchè non porti a mancare l’obiettivo e questa volta l’obbiettivo l’abbiamo mancato. Il regolamento era atteso da anni. Mi aspettavo che la maggioranza dicesse: noi ci siamo».
E se la richiesta di rinvio è stata motivata dalla mancanza di tempo per studiare gli atti, Persiani assicura che «la commissione lo ha analizzato in 4 sedute. Sono 20 articoli, impegnativi, ma 20». Persiani non si aspettava «barriere ideologiche nel centrodestra. Il regolamento rispetta pienamente le linee programmatiche, è equidistante, non è mosso da posizioni ambientaliste oltranziste, né appiattito sugli imprenditori del marmo. Ricordo che ad aver steso il regolamento sono stati tecnici, non nominati da noi. Ora chi ha votato per il rinvio ci dica cosa non condivide, cosa cambiare. Attendo che mi dicano quando saranno pronti a discuterlo». Attacco meditato. Composto, ma diretto. Adesso è la Lega a dover reagire. Per chiarire pesi e contrappesi in maggioranza. —
Chiara Sillicani
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