Il Tirreno

recuperata anche la ricetta della torta marmata 

Far da Magnar, il nuovo libro della Cordiviola

Far da Magnar, il nuovo libro della Cordiviola

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Carrara. La storia, le ricette e le erbe della cucina carrarese protagonisti di "Far da Magnár", il nuovo libro di Alma Vittoria Cordiviola, storica delle nostre tradizioni locali ed esperta di dialetto. Il volume edito da "Società editrice Apuana" è già in vendita alla libreria "La bottega di Aronte" di piazza Accademia e in quelle di Avenza e Marina. Un libro prezioso che raccoglie 320 ricette tipiche, 120 erbi, storie, curiosità e modi di dire. Insomma tutto quello che c’è da sapere sul rapporto che il nostro territorio ha, e ha avuto con il cibo. Quattrocento pagine frutto di una ricerca durata molti anni dove si racconta tutto quello che riguarda il cibo del popolo. La prefazione è a cura della stessa Cordiviola, perché spiega «di solito si deve sempre chiedere a qualcuno di scrivertela. E questo qualcuno spesso è costretto a scrivere anche quello che non pensa, fatica a trovare cose belle da dire e la prefazione diventa una forzatura. Per questo ho deciso di scrivere il mio pensiero e sarà la gente di Carrara e del popolo ad apprezzare o no il mio lavoro. Un lavoro di molti anni di ricerche - prosegue - con spiegazioni linguistiche sulle parole più arcaiche che riguardano il cibo». Il filo conduttore di questo volume è la storia della nostra alimentazione, spiega ancora Cordiviola: «Dai ritrovamenti di resti di cibo nel neolitico nelle Apuane fino ai nostri giorni. Ho anche recuperato un'antica ricetta dimenticata, la torta marmata, a base di farina di granoturco bianca e strutto, e inserito piatti quasi sconosciuti come i fricandò di maiale, un tipico cibo del popolo perché i ricchi lo mangiavano di vitella. Il libro è dedicato alla gente di Carrara perché il cibo e la tradizione vengono da loro, e a loro deve ritornare». La foto di copertina fa parte dell'archivio privato di Damiano Cenderelli. È stata scattata intorno al 1920 e ritrae Cristina Chioni nella sua cucina di via Buonarroti a Carrara. Cristina era la figlia di un cavatore e faceva la casalinga, era sposata con Dante Poli, anche lui cavatore. Con questo libro si immortala parte della nostra tradizione culinaria, che senza questo prezioso contributo rischiava di essere dimenticata. —

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