Toscana
«Ci vogliono sfrattare dal parco. Senza di noi qui sarà solo degrado»
carrara. «Ci cacciano dal parco senza nessun progetto. E dopo di noi ci sarà soltanto degrado e sporcizia. A chi giova?». Giuliano Nacci, uno dei quattro soci del parco giochi “Il paese dei balocchi”, traccia un quadro preoccupato e preoccupante di quel che secondo lui succederà se alla fine il Comune di Carrara l’avrà vinta nella causa sullo sfratto dal parco. Per ora l’attività delle giostre, così come lo sfratto, sono bloccati in attesa della sentenza che probabilmente all’inizio del marzo 2020 metterà un punto alla vicenda. Ma il gestore del parco ha più di un sassolino da togliersi dalle scarpe nei confronti dell’amministrazione De Pasquale.. Quello in corso si potrebbe definire uno sfratto bis. Già una volta il Comune aveva provato a mandare via le giostre dal parco a Marina, ma una sentenza del Tar aveva dato ragione ai gestori e la procedura si era bloccata. «La nuova giunta a 5 Stelle al suo insediamento - racconta Nacci - ci mandò un altro atto nel quale ci davano lo sfratto esecutivo. Gli avvocati del Comune sulla base del fatto che si tratta di un contratto di locazione si sono rivolti al giudice per ottenere lo sfratto. Adducendo il fatto che noi non avevamo in essere all’atto del passaggio del terreno dal Demanio dello Stato al Comune nel 2016 la possibilità di fare locazione. Non avevano rinnovato né fatto alcun contratto. Noi abbiamo pagato regolarmente al Demanio gli oneri d’uso dell’area pinetata. Poi sono arrivati i due sfratti, in mancanza di questo contratto di locazione».
Nacci la vede diversamente: «Da anni abbiamo pagato un canone, abbiamo fatto richieste continue di essere regolarizzati al demanio, ma il fatto che ci abbia chiesto annualmente un canone presuppone il fatto che un contratto di locazione esista». Su questo e su altre argomentazioni si basa la tesi difensiva.
Nacci vede anche una beffa. «Noi abbiamo vinto una causa e il Comune cosa ha fatto? Ci ha aumentato del 500% il canone d’uso dell’area», spiega. Che con la giunta De Pasq uale passa da circa 4mila euro annui a quasi 20mila: «un modo per dire ve ne dovete andare. E basta», dice amaro Nacci.
Qualcosa però non torna per il gestore. «In campagna elettorale un consigliere 5 Stelle, allora d’opposizione, dopo che avevamo raccolto le firme contro la decisione di Zubbani ci propose di aiutarci per farci parlare durante il consiglio comunale. Non dirò chi è , ma mi pare paradossale che una volta arrivati al governo della città l’orientamento dei grillini cambi così. Dal nostro parco sono passati tutti, la cittadinanza è contraria alla chiusura però ora si vuole fare diversamente». E rincara. «Perché questa decisione riguarda soltanto noi? Ci sarebbe da chiederlo al sindaco e all’assessore Matteo Martinelli. Delle quattro attività c solo a noi è stato chiesto quell’aumento . Chissà come mai», s’interroga Nacci.
Assistiti dallo studio Morbidelli di Firenze, i giostrai del “Paese dei balocchi” non si fermano. «Aspettiamo la decisione del giudice con fiducia. Se poi dovessimo chiudere il danno per la città sarà evidente. Si saranno creati quattro disoccupati e un altro pezzo di città si spegnerà nel disinteresse di chi amministra. Proprio un bel lavoro», conclude Nacci. —
Libero Red Dolce
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