Il Tirreno

ambiente, il caso dell’area guadagnucci alla grotta 

Bernardi: l’assessore si prende meriti non suoi

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Carrara. «Sarah Scaletti, assessore all’Ambiente grillina, mette il cappello sul lavoro degli altri. Sulla bonifica dell'area verde “Elena Guadagnucci” di Avenza il merito fu quello di avere individuato la problematica in quell'area già nel 2012 da parte della Giunta Zubbani»: lo sottolinea Massimiliano Bernardi di Alternativa per Carrara.Ricorda che furono individuati «scarti edili e sacchetti di plastica sotto un substrato di ghiaia e limo del torrente Carrione, forse dovuti all'interramento misto di rifiuti del sottostante rifugio antiaereo, effettuato circa a metà anni 60. Dopodiché, in quanto il sito era appartenente alla categoria di “ verde pubblico", vennero alla luce anche valori che allarmarono l'Azienda Asl, la quale nel 2013 tramite Arpat aveva provveduto a campionarie l'area rilevando un “potenziale stato di contaminazione“ sotto il terreno. A seguito di ciò - aggiunge Bernardi - l'Amministrazione Zubbani predisponeva il “Piano delle indagini ambientali" ed Arpat nel 2014 dette parere favorevole all’esecuzione alla caratterizzazione svoltasi dal giugno 2017. Va da sé che l’amministrazione grillina, visto lo stato dell'arte ad un mese dal proprio insediamento avesse l'obbligo a proseguire l’iter iniziato. Quindi è altamente mistificatorio da parte di Scaletti prendersi i meriti solo per aver ottemperato pedissequamente al proseguimento dell'iter già avviato dall’Amministrazione di “quelli di prima” ed aver attuato obbligatoriamente provvedimenti necessari ed urgenti per la messa in sicurezza dell’area». —

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