Sicurezza
Pensione e reddito di cittadinanza, boom di richieste ma l’Isee è da rifare
Oltre 2.700 in provincia le famiglie che percepiscono il sostegno E 800 lavoratori sono andati in pensione grazie a quota 100
MASSA CARRARA. Un piccolo esercito di 800 persone che se ne è andato in pensione grazie a “quota 100”. Oltre 2.700 famiglie che hanno avuto accesso al Reddito di cittadinanza. Discussi e discutibili quanto si vuole, i provvedimenti del governo M5s-Lega e ora M5s-Pd hanno avuto un impatto rilevante sul territorio apuano. Lo certificano i dati dell’Inps, relativi al 2019.. Reddito cittadinanza La misura "bandiera" dei Cinque Stelle è attualmente percepita nella provincia di Massa Carrara da 2.730 famiglie (dato aggiornato a novembre). In totale sono 6.107 le persone toccate, per un importo medio mensile di 491 euro. In termini assoluti la provincia apuana è sesta in classifica dietro alla primatista Firenze (14.202 persone coinvolte) e Pisa (9.960), che però sono assai più popolose (Firenze ha oltre un milione di abitanti, Pisa 420mila). Più o meno il reddito di cittadinanza viene percepito da uno su 100, anche se sono molti di più quelli che hanno provato a ottenerlo. L’Inps ha infatti bocciato o cancellato 1.522 domande provenienti dalla nostra provincia. Tra queste quelle di persone che non avevano i requisiti Isee o soggetti che hanno provato a fare i furbetti.
Pensione cittadinanza C’è poi da considerare la pensione di cittadinanza (780 euro per le persone sopra i 67 anni), che ha avuto un impatto minore: 465 famiglie per 762 persone coinvolte e un importo medio di 222 euro.
Nuova Isee.Per continuare a percepire questi sostegni economici i percettori devono stare attenti alle scadenze. La prima arriva in concomitanza con la fine dell’anno. Le precedenti attestazioni Isee non saranno più valide dopo il 31 dicembre 2019. Dal 1° gennaio 2020 bisognerà presentare una nuova Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu): lo si potrà fare attraverso i Caaf o (novità) con un modulo precompilato sul sito Inps. Per non incorrere nella sospensione del reddito o della pensione di cittadinanza è bene non perdere tempo e fissare un appuntamento al Caaf: c’è tempo fino al 30 gennaio per mettersi in regola.
La Quota 100. Sono all’incirca 800 (il dato Inps aggiornato a novembre parla di 791 uscite) i lavoratori che sono andati in pensione anticipatamente con l’opzione quota 100: sommando età anagrafica e contributi con la formula 62 anni più 38 di contributi). La misura che consente di andare in pensione anticipata viene promossa dal segretario della Cisl Andrea Figaia: «Occorre proseguire con quota 100. Il risultato ottenuto di gente cioè che ha scelto di andare in pensione con questo scivolo va valutato positivamente. Si tratta di scelte individuale dei lavoratori. Se si vuole cambiare questa misura lo si faccia ampliando ancora la platea dei beneficiari». Tuttavia, aggiunge, «va capito perché il grosso dei beneficiari sono dipendenti pubblici o della scuola. Poi, occorre investire in assunzioni e formazione mirata là dove le uscite ingenerano buchi e falle come nella sanità. Come fare se vanno via per esempio radiologi e continuiamo con il numero chiuso in accesso e nella specializzazione con posti limitati ed insufficienti?» Per chi punta alla pensione anticipata il 2020 non presenta significative novità (l’operazione è stata confermata), mentre per reddito e pensione di cittadinanza c’è subito da rinnovare l’Isee, che scade alla fine dell’anno. —
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