Gioco
Palazzo Ducale ancora prigioniero dei ponteggi L’appello di Italia Nostra
L’associazione scrive al presidente della provincia Lorenzetti E chiede una data precisa: «Massa città rivuole l’edificio»
massa. Palazzo Ducale - o Palazzo Rosso come spesso lo chiamano i massesi - non è soltanto un gioiello architettonico, ma anche un simbolo della città. E da qualche anno, ormai, non se la passa troppo bene, alle prese con i ponteggi e lavori.
A porre l’attenzione su quei lavori e sulla loro durata è Bruno Giampaoli, presidente dell’associazione Italia Nostra. Giampaoli prende carta e penna e scrive a Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia che proprio a Palazzo Ducale ha sede. Giampaoli chiede, infatti, una rapida conclusione dei lavori per restituire il palazzo alla città: «Nell’inviarle i nostri migliori auguri di fine anno e quelli buon inizio del 2020 - scrive a Lorenzetti - chiediamo, anche a nome di tutta la città, la “liberazione” del Palazzo Ducale da anni prigioniero di fantomatici lavori di ristrutturazione. La storia - prosegue Bruno Giampaoli nella lettera - è ormai conosciuta da tutti i cittadini e anche vari turisti che in questi anni hanno fatto visita a Massa. Il palazzo, infatti, insiste nel centro della principale piazza della città e risulta il nostro più grande monumento storico architettonico, bene di valenza nazionale. Lo scandalo - spiega il presidente dell’associazione - sta nel fatto che da anni il Palazzo risulta completamente transennato e stretto da una serie di brutti ponteggi di ferro in attesa dei lavori di ristrutturazione che non sono mai iniziati. Ora, dopo tutto questo tempo, siamo stanchi di vedere il palazzo così deturpato e non intendiamo più aspettare all’infinito».
Scattata la fotografia dello stato di fatto, seguono le richieste: «Sapendo anche che forse i finanziamenti ci sono, chiediamo - è la richiesta rivolta al presidente della Provincia - di chiarire la situazione e fare sapere quanto tempo ancora la città dovrà aspettare per riavere il suo bel Palazzo Ducale». Nella speranza che l’edificio torni “libero” dalla morsa dei ponteggi e possa essere nella piena fruibilità dei cittadini e dei turisti che potrebbero così apprezzare appieno la bellezza di piazza Aranci e delle sue proporzioni. —
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