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«Le grandi doti imprenditoriali, l’umanità e l’impegno nel sociale»

Chiara Sillicani
«Le grandi doti imprenditoriali, l’umanità e l’impegno nel sociale»

Gli industriali e l’ex sindaco Pucci: ha portato la sua azienda e questa terra ai primi posti nel mondo

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massa. Roberto Pucci, tre volte sindaco di Massa e patron della Prometec, azienda che produce macchine per il lapideo, non ha la sua solita voce ferma: è la commozione. Perché con Vando D’Angiolo non se ne va soltanto un grande imprenditore, se ne va “un signore”, “un uomo che ha portato la sua azienda e la terra apuana ai primi posti nel mondo”.

È il 1977 quando Roberto Pucci incontra Vando D’Angiolo la prima volta: «Ero un giovane ingegnere e D’Angiolo aveva rilevato l’azienda dall’ingegner Campolonghi. Con lui i soci Luigi Piacentini e Tommaso Volterrani (che poi avrebbero fondato la Savema). Da quell’azienda parte l’impresa del granito. Gli americani - quello di Pucci è un commosso amarcord - portavano qui i blocchi per farli lavorare alla Campolonghi. Davvero l’Italia era al centro del mondo per la segagione, grazie a Campolonghi a Savema ed Henraux».

Vando D’Angiolo, un uomo che il successo e il benessere se l’è conquistato sul campo: «Nato da famiglia umile, raccontava che da Azzano scendeva a piedi fino a Seravezza, poi a Massa per studiare. Si è laureato in economia e commercio, è stato impiegato, ha rilevato un’azienda e ne ha fatto un’eccellenza internazionale. Davvero una vita straordinaria quella di Vando, ha portato la Campolonghi ai primi posti nel mondo per la capacità di coniugare marmo e grandi progetti. Da Tokyo a New York».

Le grandi doti imprenditoriali e l’umanità di chi le proprie origini non le rinnega mai: «Non era nato tra i soldi - ricorda Pucci - e ha sempre dimostrato enorme sensibilità nei confronti di chi lavora e una grande attenzione ai temi sociali».

È vero, il contesto socio economico è cambiato perché «quelli erano tempi eroici, ma oggi - ci tiene a sottolinearlo Pucci - è difficile trovare un uomo con la visione di Vando D’Angiolo. Lui, come gli imprenditori di Henraux e Savema, ha fatto al storia della lavorazione della pietra».

Doti imprenditoriali eccezionali quelle di Vando D’Angiolo, doti che oggi ricordano e sottolineano gli industriali: «Con lui, che tutti ricorderemo sempre per la signorilità e le straordinarie doti imprenditoriali, se ne è andato - scrive Erich Lucchetti, presidente dell’associazione industriali - uno degli ultimi e più stimati protagonisti di una lunga stagione della nostra storia industriale, una stagione di innovazioni straordinarie. Per noi imprenditori Vando è stato un solido punto di riferimento nell’esplorare nuovi mercati e nuove modalità di collaborare con artisti e grandi architetti di tutto il mondo. Tutti conoscono il marmo di Carrara, ma se le nostre imprese oggi sono apprezzate anche per la capacità di lavorare le pietre, tutte le pietre, molto lo dobbiamo a personaggi come lui. A me piace ricordare - conclude il presidente Lucchetti - anche il suo grande rispetto per i collaboratori ed il costante impegno nel sociale. Il patrimonio di valori morali e imprenditoriali che lascia in eredità ci sarà di aiuto per colmare il vuoto aperto dalla sua perdita». —
Chiara Sillicani
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