Il Tirreno

maltempo

Mareggiata da record, onde dentro il ristorante e 3 bagni a rischio crollo

Chiara Sillicani
Mareggiata da record, onde dentro il ristorante e 3 bagni a rischio crollo

L’acqua arriva tra i tavoli: il titolare del Delfino costretto a disdire 50 prenotazioni. Anche all’Ida il mare erode le fondamenta delle cabine. Al Marchini cede la strada

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MASSA. È quasi mezzogiorno di domenica 22 dicembre  e Luca Gregori sta mettendo a punto gli ultimi dettagli. Tra poco al ristorante del bagno Delfino, nel cuore di Ronchi, arriveranno 50 persone per scambiarsi gli auguri di Natale davanti ad un buon piatto di pesce e tutto deve essere perfetto. Ha la scopa in mano, Luca, quando si avvicina alla vetrata che separa la sala del ristorante dalla spiaggia. Trema, indietreggia, pensa di essere inghiottito: «Sono scappato, correvo a tutta velocità. Ho visto il mare entrare nel ristorante». Entra nel ristorante il mare e travolge tutto quello che trova lungo la strada: le docce, la struttura che le copre. Avanza fino al parcheggio, quindi al marciapiede e al lungomare. Strappa, divora, erode. Metri di sabbia, migliaia e migliaia di granelli, aggredisce le fondamenta della cabine. Luca Gregori è il cameriere, chiama Andrea Ricci, il titolare del bagno Delfino e insieme contattano i clienti: niente pranzo. Tra i tavoli è arrivato il mare. Ed è arrivato pure “ai piedi” della cabine che ora ondeggiano come equilibristi sulla trave. Al Delfino come al bagno accanto, l’Ida di Luca Vece.

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Come a Ricortola, allo stabilimento Marchini che, per la seconda volta in poco più di un anno, se ne sta in bilico, proteso verso il mare mentre la strada su cui poggia lentamente cede.. Luca Vece ieri pomeriggio ha la scopa in mano, gli stivaloni e i pantaloni da pesca, spinge a forza l’acqua fuori dal parcheggio. Amici e parenti gli danno una mano. E non è la prima volta perché all’Ida e al Delfino il mare ha mostrato i muscoli anche nel 2011 quando, come tessere di un domino, sono crollate persino le strutture. L’esibizione di forza della natura Luca e Andrea la conoscono bene e adesso sono stanchi. Stanchi di non avere risposte e soluzioni: «Io - racconta Luca - ho cercato di proteggere il bagno come ho potuto. Ho alzato un muro di sabbia, ma la legge impone di rimanere al di sotto dei 70 centimetri, pena la multa. E una barriera così bassa nulla può di fronte alla potenza delle onde». E nulla ha potuto. Quel muro il mare se l’è mangiato in un sol boccone. E ha continuato la sua corsa fino ad invadere il marciapiede tanto da costringere l’amministrazione a chiudere il tratto di passeggiata.

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Eppure i titolari dei due stabilimenti ko a Ronchi sanno bene di cosa avrebbero bisogno per rimettersi in piedi: «Serve un mega ripascimento con ghiaia e serve un intervento alla scogliera parallela alla costa. Quella scogliere -spiegano mostrando le correnti - è aperta al centro, il mare si insinua e arriva con forza. Non a caso ha colpito con maggiore irruenza proprio a confine tra i due stabilimenti, in corrispondenza dell’apertura». La mareggiata ha messo ko Ronchi e ha condannato al rischio crollo lo stabilimento Marchini, all’altezza della Don Gnocchi. Lì, dopo il maltempo nell’ottobre 2018, un intervento è stato fatto. Ma poco ha risolto. Le onde sono tornate e, come in un rewind, hanno colpito dove lo avevano già fatto. Hanno eroso la strada, l’hanno spinta verso mare, lasciando sospese, come protese in avanti le cabine.

E non è finita: le onde non si arrenderanno. Forse - dicono i lupi di mare - rinunceranno all’altezza per distendersi, allungarsi fino al lungomare. Ronchi e Ricortola hanno paura.

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