Gioco
«Il sangue mi oscurava la vista Faccio ogni notte quell’incubo»
il racconto choc: «Il giorno prima mi aveva aiutato a portare lo zaino»
CARRARA. «È come se avessi conosciuto due persone diverse. Il giorno prima era un uomo gentile, mi aveva ascoltato, mi aveva pure aiutato a portare il mio pesante zaino. Il giorno dopo, la notte, l’ho trovato davanti alla porta di ingresso di casa mia, l’ha sfondata e mi ha preso a pugni. Mi ha portato via tutto».
È un racconto drammatico quella della donna vittima della violenta rapina consumatasi nel novembre scorso in un monolocale del centro storico di Carrara.
La donna chiede di essere protetta dall’anonimato: ha già passato dei brutti momenti, vorrebbe solo lasciarsi alle spalle questa brutta storia. Ma, per il momento, dimenticare è davvero difficile.
«Non c’è notte che io non riviva tutto quello che mi è successo quella notte dell’11 novembre scorso - racconta con ancora tanta emozione nella voce la 47enne vittima della rapina - Ho sentito bussare alla porta, poi sono diventati colpi, sempre più forti. La porta si è sfasciata sotto quei colpi. Mi sono trovata davanti l’uomo gentile, quello che il giorno prima mi aveva aiutato a portare lo zaino. Solo che era trasfigurato. Non mi ha rivolto una parola, una volta dentro casa mi ha colpito con un pugno alla tempia. Non so se aveva un anello o delle chiavi in mano: fatto sta che mi ha ferito, ho cominciato a sanguinare, non ci vedevo più. E lui continuava a colpire, sono andata in bagno per pulirmi il volto, per poter recuperare la vista oscurata dal sangue. Quando sono tornata per cercare di calmarlo non c’era più e aveva portato via tutto, anche il mio telefono».
La donna dopo un giorno è andata dal marito e insieme hanno denunciato tutto. «Ringrazio i carabinieri e il maggiore Marella - conclude - Mi hanno pure accompagnato al Pronto soccorso, sono stati davvero impagabili. Non lo dimenticherò mai». —
Alessandra Vivoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
