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La raccolta differenziata si impara sui banchi di scuola

Alessandra Poggi
La raccolta differenziata si impara sui banchi di scuola

Al via la campagna lanciata dal Comune e realizzata da Amia e Nausicaa Hanno aderito 45 plessi, parteciperanno 2.877 alunni dall’asilo alle medie

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La raccolta porta a porta arriva nelle scuole, o meglio entra a scuola per insegnare a casa come rispettare l'ambiente differenziando i rifiuti.

Questa in sintesi la filosofia della campagna "The different project. L'educazione ambientale a scuola fa la differenza", lanciata dal comune e realizzata da Amia e Nausicaa.

Sono 45 i plessi scolastici che hanno aderito, per un totale di 2877 alunni: si va dalla scuola dell'infanzia fino alla scuola media. E in ognuna di queste scuole sono già a regime i contenitori per la differenziata, che cambiano di colore: quello della carta da giallo diventa blu e quello della plastica da bianco diventa giallo.

Alcune scuole hanno chiesto anche quelli per la raccolta dell'organico, e saranno accontentate con l'anno nuovo. Diversi percorsi e strumenti che parlano il linguaggio di questi giovanissimi, come per esempio videogame, gare virtuali, e zap - codes, ma soprattutto una strategia all'educazione ambientale e alla salvaguardia del territorio, che parte in anticipo rispetto alla rivoluzione sulla gestione dei rifiuti del 2020. Di questo si è parlato nella sede Nausicaa di viale Zaccagna con l'assessore all'ambiente Sarah Scaletti, il presidente di Amia Lucia Venuti, quello di Nausicaa Luca Cimino affiancato dai membri del Cda Gemma Ceccarelli e Riccardo Pollina, l'ingegnere Giovanni Montesarchi e l'educatore di Nausicaaa, Giuseppe D'Aleo.

Il progetto è suddiviso in tre livelli: infanzia, primaria e medie. Ogni livello prevede il coinvolgimento per fascia di età. Per la scuola dell'infanzia sono previsti tre incontri operativi di trenta minuti. Nel primo sarà proiettato un cartone animato che parla di tutela dell'ambiente, nel secondo ci sarà l'introduzione del Coding (educare i più piccoli al pensiero computazionale, che è la capacità di risolvere problemi anche complessi applicando la logica) tramite i bee- bot, piccoli robot che faranno conoscere su mappa le zone più note della città, infine nel terzo incontro i bee-bot faranno vedere ai piccoli quali rifiuti si possono riciclare, e come differenziarli posizionandoli nel contenitore giusto.

Passando alla scuola primaria (gli ultimi tre anni perché i primi due seguono il programma dell'infanzia per dare continuità), sono previsti quattro incontri di circa un'ora.

Grazie all'impiego di un videogames (progettato da Giuseppe D'Aleo) i bambini affronteranno l'argomento passando dalla teoria alla pratica. Nel secondo appuntamento ci saranno due laboratori creativi per realizzare oggetti e giocattoli con plastica e carta riciclata. Nel terzo giocando ad un videogioco i piccoli dovranno sconfiggere i rifiuti che nel 2030 prenderanno vita per conquistare la terra.

E veniamo alle medie: ci sarà una sfida in due tempi a chi riesce a differenziare al meglio, una lezione tecnica su come si recuperano i rifiuti e due incontri sulla realtà territoriale.

Ogni singola classe sarà impegnata a sfidarsi sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani, e su quella dei micro raee (piccoli apparecchi elettronici, lavatrici e altro materiale elettrico). Una sfida che scende in strada attraverso gli zap-codes, scansionabili con l'app gratuita Zappar. Giochi e quiz che aiuteranno a guadagnare punti per arrivare primi in classifica. Insomma, genitori armatevi di contenitori per la differenziata, perché dopo questa esperienza i bambini controlleranno ogni vostra mossa. —





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