Il Tirreno

i dati istat elaborati da imm carrarafiere 

Export nazionale del lapideo, il distretto Carrara tiene botta

Export nazionale del lapideo, il distretto Carrara tiene botta

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carrara. Il distretto ligure-apuo-versiliese tiene alto il valore dell’esportazione italiana di pietre naturali nel mondo e il distretto di Carrara rappresenta il 38% dell’export nazionale. Questo quanto emerge dai dati da gennaio a settembre 2019, resi noti dall’Istat, ed elaborati da Imm Carrarafiere.

Quasi tutte negative le variazioni dei principali prodotti con le sole eccezioni del valore dei blocchi e lastre di marmo e delle altre pietre lavorate, queste ultime in crescita del 5,14% in quantità e del 5,36% in valore ma per cifre di modeste entità . La flessione dei marmi lavorati è pari a -13,60% in quantità e un – 9,15% in valore; una sostanziale conferma di quanto segnalato nell’analisi dei dati relativi al primo semestre e che testimonia il clima di forte incertezza che regna sulle principali economie industriali, cui mancano da lungo tempo significativi investimenti immobiliari.

Le cose non vanno bene neanche per il granito che, comunque, mostra flessioni più contenute con quantità scese di -8,8% nei blocchi e nelle lastre e di -3, 63% nei prodotti lavorati. Una situazione complessiva, in sintesi, figlia dell’attuale stagione di stagnazione economica nella maggior parte dei Paesi industrializzati. Certo, non si può negare che il panorama sia piuttosto differenziato e se alcuni acquirenti continuano a dimostrare buona effervescenza commerciale come Cina (+12,01%), Francia (+12,30%), Austria appunto (+4,76%) altri palesano significative contrazioni dei loro acquisti di prodotto italiano a cominciare dagli USA (-4,51%) per continuare con i dati più negativi di India (-10,26%), Arabia S. (-12,21%) e – 18,4% del Regno Unito. Anche nel caso dei principali mercati di sbocco, gli andamenti dei consumi si giustificano in prevalenza con motivazioni di carattere politico con l’area del Vicino e Medio Oriente teatro di tensioni belliche, manifeste o celate che siano, gli Usa sempre più tentati da misure protezionistiche che generano incertezza e dubbi negli operatori, per non parlare del Regno Unito, vittima fino a ieri dell’irrisolta questione “Brexit” e che ora dovrebbe riprendere la direzione di un proprio percorso, avendo dissipato le remore create da un clima di indecisione. I numerosi cantieri sospesi per lungo tempo ed i progetti di nuove opere, messi in stand by, potranno ora essere riavviati e condotti a termine con prevedibili benefici anche per il prodotto italiano che si manifesteranno più avanti nel tempo. In complesso si conferma il momento non brillante del prodotto made in Italy da ricondursi alle vicende politiche di alcuni mercati prioritari che, peraltro, sembrano avviate a soluzione; Brexit, possibile accordo commerciale tra Cina e Usa, primi passi verso la sospensione dei combattimenti in Ucraina e mitigazione delle sanzioni alla Russia, possono essere considerate necessarie premesse alla ripresa dei consumi su queste latitudini. Restano, tuttavia, aperte molte altre questioni che riguardano la scena del Vicino e Medio Oriente (crisi iraniana e dell’Iraq, Yemen, ruolo dell’Arabia Saudita sull’intera area, la Turchia e le mire sulla regione di confine con la Siria), e dell’estremo Oriente (India e Pakistan, stallo del processo di pacificazione tra le due Coree), sbocchi commerciali ancora di forte rilevanza per l’export lapideo italiano e del Distretto di Carrara . —



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