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Commissioni “illegittime”, Carige risarcisce il cliente

A.P.
Commissioni “illegittime”, Carige risarcisce il cliente

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carrara. Commissioni pagate illegittimamente: l’arbitro bancario finanziario condanna la banca a risarcire il tutto.E così Banca Carige ha restituito 2mila trecento euro e pagato le spese legali. Il ricorso (durato solo 5 mesi) presentato a questo organismo della Banca d’Italia per la soluzione dei contenziosi tra istituti di credito e clienti, l’ha vinto per conto di un correntista lo studio “Rilevazione usura e anatocismo” del dottore Lorenzo Baglioni, consulente specializzato anche nel contenzioso bancario. Ma andiamo per gradi: Carige contatta il cliente di Baglioni per il pagamento di un saldo passivo. E da subito Baglioni estratti conti alla mano contesta la legittimità di una serie di addebiti a titolo di commissione di istruttoria veloce. In particolare, come dice lo stesso Arbitro finanziario, “la banca applicava il pagamento del Civ (la commissione di istruttoria veloce) anche più volte nello stesso trimestre, senza che l’intermediario avesse effettuato alcuna attività istruttoria” . Nello specifico Baglioni ha contestato a Carige 35 addebiti a titolo di Civ, applicati anche fino a quattro volte nello stesso trimestre. Un’applicazione della Civ anche a pochi giorni di distanza tra i vari addebiti, in contrasto con la normativa in materia. In sostanza la banca ha violato l’articolo 117 bis del Testo Unico Bancario. Per tutti questi motivi Baglioni il 2 aprile di quest’anno si è rivolto all’Arbitro bancario finanziario, che nel corso del collegio di Bologna riunitosi il 1 ottobre 2019, ha condannato la banca ha restituire il maltolto. “Ho subito capito che si trattava dell’illegittima applicazione della Civ – spiega Baglioni – addebitata dalla banca ad ogni sconfinamento del fido, senza alcun espletamento di qualsivoglia attività istruttoria sulla meritorietà creditizia del cliente, così come richiesto dalla normativa in materia. In parole semplici la banca chiedeva al mio cliente il pagamento di una spesa non sostenuta per un’attività che in realtà non aveva svolto. Fatto presente alla banca che stava violando la legge in materia – prosegue – non solo non è stato ammesso l’errore, ma hanno continuato a chiedere il pagamento del saldo passivo” . Insomma, una notizia interessante per tutti i titolari di conto corrente, perché prosegue Baglioni: “bisogna andare oltre la paura e la diffidenza perché è possibile ottenere dalle banche ciò che addebitano illegittimamente. Chissà quanti piccoli imprenditori, commercianti o anche comuni cittadini letteralmente vessati da interessi, commissioni e balzelli sono in difficoltà con la loro banca, ma per la paura di ritorsioni o per semplice diffidenza nella giustizia, hanno paura a contestare. C’è da sapere che esistono strumenti come il ricorso all’Arbitro bancario finanziario, molto più economici e veloci di una causa ordinaria che, al contrario, spaventa. Il ricorso a quest’organismo può essere effettuato direttamente dal cliente, basta accedere al portale online e pagare 20 euro. Ma è bene precisare due cose. Per quanto questo tipo di ricorso possa essere adito da un comune cittadino, il supporto di un professionista è sempre consigliato perché, in ogni caso, è sempre necessaria l’approfondita conoscenza della materia e della normativa». —A.P.

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