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Veleni e malattie: nuove indagini epidemiologiche nella zona “Sin”

Veleni e malattie: nuove indagini epidemiologiche nella zona “Sin”

Giudizio positivo dei Medici per l’ambiente sullo schema della Regione. «Ma le risorse (120mila euro) sono poche» 

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massa. L'associazione dei Medici per l’Ambiente, Isde (International Society of Doctors for Environment) di Massa e Carrara valuta positivamente lo schema di accordo contenuto nella delibera della giunta della Regione Toscana del 9 dicembre scorso che prevede una serie di indagini e studi medico-epidemiologici per “mappare” nel dettaglio i rischi sanitari sul territorio apuano provocati dall’inquinamento della zona industriale.. Il punto di partenza è ancora lo studio “Sentieri”, curato dall’Istituto Superiore di Sanità e dagli epidemiologi del Cnr di Pisa, diretti dal professor Fabrizio Bianchi, che ha mostrato le criticità sanitarie ancora presenti nelle zone Sin in tutta Italia e in Toscana, come nella nostra Provincia.

«La situazione sanitaria delle popolazioni residenti, in particolare dei lavoratori occupati nella zona Industriale – commentano Alberto Rutili, Gioacchino Cancemi e Matteo Fontana della Isde è stata oggetto di numerosi studi, ma manca ancora una caratterizzazione precisa». E lo schema approvato dalla Regione sembra andare in questa direzione. «Le indagini che consentano di “..effettuare un approfondimento sulla quantificazione e tipizzazione delle esposizioni ambientali storiche nei Sin ed aggiornare il quadro delle attuali... e di ...effettuare uno studio epidemiologico micro-geografico … prendendo in considerazione tutte le patologie dallo studio Sentieri e tenendo in considerazione gli indici di deprivazione socio-economica. come riporta l’elenco delle Azioni da svolgere nell’accordo – dicono i tre medici – sono da Isde auspicati e richiesti da tempo». L’associazione Medici per l’ambiente suggerisce in proposito che la raccolta dei dati sulla salute possa avvenire in maniera semplificata attraverso il Fascicolo sanitario elettronico, «il cui uso deve essere reso facile e obbligatorio sia per i cittadini che per gli operatori sanitari, in particolare i medici di medicina generale e i pediatri, e che venga attivato il Registro Tumori».

Isde e Ordine dei Medici di Massa e Carrara hanno a suo tempo richiesto e proposto all’Asl anche di «potenziare alcune attività sanitarie territoriali come: miglioramento delle liste di attesa, visite specialistiche per la prevenzione, diagnosi e cura degli abitanti e occupati in Zia, miglioramento dei servizi su diagnosi prenatale e malformazioni congenite; prevenzione con screening oncologici, promozione dei corretti stili di vita e prevenzione cardio-vascolare, proprio perchè preoccupati delle numerose patologie ambiente correlate presenti nella zona di Massa e Carrara».

Rutili, Cancemie Fontana hanno tuttavia dei dubbi sull’impegno economico che sostiene le azioni messe a punto dalla Regione: 120mila euro, cifra definita «modesta». Auspicano inoltre che questo accordo venga firmato al più presto dai vari enti in modo da poter controllare lo svolgimento del cronoprogramma, e essere vicini alla “cabina di regia” che dovrà sovrintendere alle operazioni.

«Dopo tanti anni dalla chiusura della Farmoplant – dicono infine – stiamo forse superando la fase iniziale di studio della zona Sin-Sir. Di sicuro una fase difficile e complessa, quindi piuttosto lenta, che ha avuto un contributo determinante dalla pubblicazione dello studio Sentieri del Cnr, al quale dobbiamo essere molto grati». —


 

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