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La qualità della vita peggiora ancora Male ambiente, servizi e demografia

L.R.D.
La qualità della vita peggiora ancora Male ambiente, servizi e demografia

In tanti vanno a farsi curare fuori provincia, alta è la percentuale di ammalati di tumore. E la provincia è sempre più vecchia

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massa-carrara. Discese e risalite. Più discese in verità per la provincia di Massa-Carrara in quell’altalena annuale che sono le classifiche sulla qualità della vita nelle province italiane del Sole 24 Ore. E così quest’anno sono quattro le posizioni perse nella classifica generale, che portano la provincia apuana al 71esimo posto, con punteggi severi soprattutto nelle sezioni “Ambiente e servizi” e “Demografia”. Una classifica da analizzare nel dettaglio e da prendere comunque con le molle. Basti pensare che nell’area “Ricchezza e Consumi” la provincia balza dal 67esimo posto dell’anno scorso al 13esimo di quest’anno. Un impressionante flusso di denaro che non sembra avere lasciato traccia nel territorio? Non proprio.

Si può partire subito dalle sezioni dove sono stato rilevate le peggiori criticità, come quella su “Ambiente e servizi”, dove quest’anno in ossequio alla centralità dell’argomento clima gli indicatori sulle questioni ecologiche ottengono un peso più significativo.

Se infatti Massa-Carrara risulta prima per quanto riguarda la qualità dell’aria, è molto probabile, come più volte segnalato da Il Tirreno, che questo risultato sia dovuto alla mancanza di centraline di rilevazione sul territorio. Buoni dati perché pochi dati.

Un tasso più affidabile, ottenuto da Istat, è quello delle emigrazioni ospedaliere: quanti cioè vanno fuori provincia per farsi curare. Qui Massa è al 71esimo posto, con l’11,8% di residenti che hanno fatto dimissioni ospedaliere fuori regione. E su questo bisognerebbe attivare una riflessione se si conta la giovane età del Noa. Così come il dato piuttosto alto sull’uso di farmaci per la cura dell’ipertensione, che conferma una preoccupante tendenza alle morti per infarti già rilevata in altre classifiche. E male anche la produzione di rifiuti urbani: 807 chili per abitante. La più alta d’Italia.

Per quel che riguarda l’area “Affari e lavoro” Massa-Carrara è maglia nera della Toscana. Complici i dati sulla disoccupazione, più alti di quelli regionali o quello sulle start up innovative: 1,14 ogni mille società e 106esimo posto in classifica. Dietro c’è solo Agrigento.

Brutti dati anche nella sezione “Demografia e società”. In cinque anni, secondo i dati Istat, muoiono di tumore 18,3 abitanti ogni mille residenti. Al 98esimo posto in Italia. E una posizione più in giù. al 99esimo posto, anche per il tasso di nascite. Che accostato al 96esimo posto per indice di vecchiaia - il rapporto tra popolazione over 65 e chi ha 0-14 anni - regala un quadro pesante per quanto riguarda la situazione demografica. La popolazione invecchia, ci sono poche nascite e aumenta l’indice di dipendenza degli anziani dalla popolazioni attiva.

Così commenta il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale i dati del Sole: «Risalire la china dal mio punto di vista non è facile, noi siamo fondamentalmente un’area marginale. Nel momento in cui si realizzano le aree vaste e queste ogni volta ci vedono relegati ai margini di queste è ovvio che sarà sempre più difficile migliorare. I posti di lavoro andranno sempre più verso il centro delle aree vaste. Vale anche per le industrie, che vanno a collocarsi dove ci sono servizi. Noi abbiamo la fortuna di avere un porto e per qualcosa riusciamo a essere attrattivi. Sull’ambiente oggi (ieri per chi legge, ndr) eravamo in regione per presentare i risultati delle analisi della falda, si spera a passare presto alla fase delle bonifiche per un problema che nasce vent’anni fa. O almeno a tanto data la realizzazione del Sin. È chiaro che i cittadini vanno dove ci sono servizi. O lì vicino. Faccio l’esempio del trasporto pubblico regionale che ora lo gestisce Firenze mentre prima aveva una sede a Carrara, l’ambito territoriale 1 è a Lucca, l’Ait è a Firenze, i rifiuti li gestiscono tra Pisa e Livorno. Qui che rimane?». —

L.R.D.



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