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Commissioni: nuove regole ma l’opposizione non ci sta

Camilla Palagi
Commissioni: nuove regole ma l’opposizione non ci sta

Alcune modifiche agli articoli del regolamento fanno insorgere la minoranza «Sono forzature nate dalla vicenda Dei, si sono resi conto di essere in difficoltà»

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Cinque emendamenti che fanno preoccupare l'opposizione che, compatta, accusa la maggioranza di "tutelarsi a discapito" dei suoi diritti. Saranno discussi in occasione del consiglio comunale di domani con carattere di "somma urgenza" e verranno relazionati dal presidente del consiglio comunale, Stefano Benedetti.

Gli emendamenti, se approvati, andranno a modificare alcune regole per il funzionamento del consiglio comunale e precisamente cinque articoli del Regolamento apposito. Nel dettaglio la proposta chiede che venga modificato l'articolo 4 per "l'elezione e attribuzione del/della presidente, comma 4" permettendo di "delegare singoli consiglieri alla partecipazione di eventi di carattere istituzionale autorizzando l'uso della fascia di presidente"; l'articolo 13 in merito alla "costituzione delle commissioni consiliari permanenti" chiede di modificare il numero delle componenti delle commissioni portandolo ad avere un numero di componenti "dispari"; l'articolo 29 chiede di regolare l'inizio di una commissione trascorsa almeno un'ora e trenta dal termine della precedente commissione, rispetto alle due ore previste dal vigente regolamento; si chiede inoltre di abrogare l'articolo 53 che attualmente prevede che "tutte le proposte di deliberazione e i loro allegati, comprese tavole e disegni, devono essere timbrate e siglate dal/dalla presidente del consiglio in ogni pagina prima dell'iscrizione all'ordine del giorno", infine la proposta relazionata da Benedetti chiede di modificare l'articolo 77 del regolamento permettendo che "il presidente qualora in sede di votazione rilevi la mancanza del numero legale, sospende la seduta per un tempo non superiore a sessanta minuti, trascorsi i quali procede ad un secondo appello e in mancanza del numero legale dichiara deserta la seduta".

«Gli amministratori– ha commentato il presidente della commissione affari istituzionali, Agostino Incoronato (Uniti per la città) – si sono resi conto di avere delle difficoltà, e questi emendamenti ne sono la certificazione». Secondo Dina Dell'Ertole (Alternativa Civica) «è un atto di arroganza da parte della maggioranza che vuole tutelarsi a discapito dei diritti della minoranza. Citerò Camus: la democrazia non è la legge della maggioranza, ma la protezione delle minoranze». Gabriele Carioli (Pd) contesta il carattere d'urgenza delle modifiche: «Ad oggi non sappiamo quale sia l'urgenza per discutere questi emendamenti. Credo che nascondano il fatto che la maggioranza è sotto scacco del presidente del consiglio, che a sua volta è sotto scacco da parte dei consiglieri di Forza Italia».

Secondo la minoranza ci sarebbero delle difficoltà in due commissioni, entrambe al centro di una controversia di natura politica che vede su fronti opposti la consigliere di Forza Italia, Roberta Dei e i due colleghi di partito Stefano Benedetti e Giovanbattista Ronchieri. «È una forzatura nata dall'avvicendamento Dei - Bordigoni – interviene Uilian Berti (Articolo1Mdp). L'articolo 77 si potrebbe tradurre così: come se in una partita si potesse continuare a tirare calci di rigore finché non si fa goal». Per Stefano Alberti (Pd) «questo regolamento non ha respiro democratico». E Elena Mosti (Volpi Sindaco) aggiunge: «abbiamo provato a porre delle domande e ci è stato riposto che non sono cose che ci riguardano. Vorrei ricordare che c'è una bella differenza sul piano linguistico tra la parola "comandare" e la parola "amministrare"». —

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