La protesta
Arsenico, cromo, azoto, ferro: decine di falde contaminate
massa. I dati raccolti sulla falda in periodo di “morbida” - pubblicati sul sito di Arpat a inizio dicembre - sono meno critici di quelli rilevati in periodo di “magra”, ma restano preoccupanti per la presenza di agenti inquinanti, dall’arsenico al cromo esavalente, dal benzene al ferro. Il quadro ambientale resta insomma allarmante. Per quanto riguarda l’arsenico: nella prima fase di monitoraggio in 6 pozzi, tra quelli campionati, è stata rilevata una concentrazione record (dai 100 ai 1750 microgrammi litro), nella seconda è da bollino rosso un solo pozzo, ma con una concentrazione altissima di 1750 microgrammi al litro. Poi il cromo esavalente: in via Frassina ci sono tre pozzi in cui la concentrazione è rispettivamente di 55, 65 e 79 microgrammi per litro, quando il limite fissato dalla legge è 5 microgrammi. L’azoto ammoniacale: limite fissato a 1,1 milligrammo per litro, in un punto di campionamento nell’area Sin/Sir arriva a 230 microgrammi. Quindi le concentrazioni di ferro: nell’analisi di “morbida”, il superamento della soglia di rischio si registra in 6 pozzi (erano 20 nel periodo di “magra”), con 19.340 mg per litro rilevati in un punto di campionamento (il limite è a 200 mg). E ancora la manganese, livelli di inquinamento ambientale in una decina di pozzi, e non più in trenta punti come dai dati del rilevamento di “magra”. Insomma, i veleni nella falda acquifera nell’area Sin/Sir di Massa-Carrara c’erano e non sono per nulla spariti. Le piogge hanno di certo provocato effetti, diluendo le concentrazioni. Che comunque rimangono alte. Arsenico, cromo esavalente, azoto ammoniacale, ferro, manganese: sostanze che, bevute o comunque assorbite, possono provocare vomito, crampi addominali, cambio della pigmentazione della pelle, lesioni cutanee, fino al tumore polmonare. —
L.S.
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