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Stipendi a singhiozzo al “Cappelletto” La Cgil: il vescovo che fa?

Stipendi a singhiozzo al “Cappelletto” La Cgil: il vescovo che fa?

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CARRARA. Dipendenti alle prese con ritardi nel pagamento degli stipendi (il che, nel periodo natalizio è doppiamente disdicevole); il datore di lavoro o il suo rappresentante che “si nega” al confronto con i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Sembra una delle purtroppo tante “vertenze” che si aprono nel territorio apuano. Ma in questo caso c’è un particolare in più: i lavoratori senza busta paga sono le dipendenti dell’istituto Sacro Cuore, il “Cappelletto” come tutti lo chiamano a Carrara. E il datore di lavoro è la diocesi, vale a dire il vescovo Giovanni Santucci.. A sollevare la questione delle retribuzioni che arrivano a singhiozzo è la Cgil, con Alessio Menconi, segratario organizzativo della Funzione pubblica del sindacato, che parla di una situazione «insostenibile» per le dipendenti dell’istituto. «È Natale anche per le dipendenti del vescovo – lavoratrici che operano in una realtà che da sempre ospita, accoglie ed educa gli ultimi della società ossia i poveri, gli emarginatie e le persone sole e fragili, da mesi si trovano ad operare senza la serenità necessaria a chi svolge un ruolo tanto delicato. Questo a causa di continui ritardi nel pagamento degli stipendi che gli impediscono di gestire adeguatamente il quotidiano».

Da mesi, sostiene Menconi, «la Cgil cerca di ottenere un tavolo sindacale per capire cosa sta succedendo realmente all' interno della Fondazione, ma il referente del consiglio di amministrazione, Mario Chiappuella, continua a negarsi. Abbiamo inviato anche una pec al vescovo Giovanni Santucci ma non siamo stati contattati da nessuno. Lascia basiti un atteggiamento simile. Non stiamo parlando di padroni delle ferriere, bensì di una struttura dove il datore di lavoro è il vescovo, il rappresentante della chiesa cattolica nel territorio»

La Cgil attende ora una convocazione urgente da parte del presidente della Fondazione, monsignor Santucci. «In caso contrario – dice Menconi – porteremo avanti tutte le azioni necessarie per il Sacrosanto diritto allo stipendio ed a passare un sereno Santo Natale delle lavoratrici del Cappelletto».

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