Sicurezza
Fumo dall’impianto, «convocate un incontro pubblico»
Ieri mattina, intorno alle 9,30, i residenti della frazione di Arpiola di Mulazzo sono stati testimoni della fuoriuscita di una voluminosa nube di fumo proveniente dalla centrale a biomasse ubicata a pochi passi dal municipio e dall’abitato. I cittadini hanno lamentato un forte odore acre esalante dalla nube di fumo, sottolineando come questa non sia la prima volta che un fatto del genere si verifica.
Un argomento delicato, che ha animato più volte i consigli comunali mulazzesi, con la minoranza che chiedeva lumi su queste creazioni di nuvole di fumo consistenti. Il processo di trasformazione dell’energia all’interno della centrale è basato sulla pirolisi, ovvero un processo di decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto mediante l'applicazione di calore e in completa assenza di ossigeno, sfruttando masse legnose trasformate in un apposito pellet.
Un procedimento che dovrebbe garantire un basso impatto ambientale e legato a progetti per la produzione di energia sfruttando un materiale che in Lunigiana abbonda: il legno. In un primo momento si era addirittura guardato a questa centrale come la soluzione al problema del legname che impedisce il normale deflusso del fiume, diventando potenzialmente letale durante le piene. Idea accantonata una volta realizzata, in quanto non economicamente producente.
Dopo questo incidente, Roberto Malaspina va all’attacco del primo cittadino di Mulazzo Claudio Novoa: «Non è la prima volta che si assiste ad esplosioni come questa, di gas mista a legno, con una nuvola di fumo che ha particolarmente preoccupato i cittadini circostanti. Da consigliere di minoranza ho sempre richiesto che venissero sviluppate delle assemblee pubbliche, per spiegare il funzionamento della centrale, affiancate da analisi della qualità dell’aria coinvolgendo l’Arpat, per stabilire se queste emissioni fossero pericolose o meno. Successe persino durante un consiglio comunale al quale eravamo tutti presenti».
Prosegue ancora Malaspina: «Le mie interrogazioni non hanno ricevuto mai una risposta. Non sappiamo cosa brucino realmente al suo interno, ormai una centrale abbandonata a se stessa e senza controlli».
Interrogazioni sulla questione sono state poste anche dalla minoranza consiliare attuale, come conferma Michele Moscatelli: «Avevamo già sollevato il caso un anno fa, abbiamo redatto un’interpellanza nella quale si chiedeva accesso alla documentazione relativa alla centrale. Ad oggi non abbiamo ancora ottenuto una risposta dal Sindaco Novoa. Sono anni che il Sindaco promette un’assemblea pubblica, ma non è stato fatto niente. Mai una risposta alle interpellanze, mai un chiarimento sull’analisi dell’aria, mai una costante monitorizzazione. Questa mancanza di controlli ci insospettisce: quali sono gli interessi che ruotano attorno a questa centrale?». —
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