Il Tirreno

la polemica 

Berti contro Benedetti: «È inadeguato, quel corteo è una cosa democratica»

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massa. «Solo l'approssimata cultura giuridica e civile di Stefano Benedetti giustifica le recenti dichiarazioni sulla manifestazione delle ‘Sardine’ e, più in generale, sul diritto di manifestazione. Dichiarazione confuse e furbesche che non meriterebbero commento se non per evidenziare come Benedetti non riesca a distinguere la funzione istituzionale di presidente del consiglio comunale, sede della rappresentanza e sovranità dell'intera cittadinanza, da quelle del militante politico in affannosa ricerca di facile consenso». È l’attacco di Articolo Uno di Uilian Berti, secondo il quale Benedetti, per tentare di bloccare la manifestazione,«si appella a un’ordinanza sindacale emessa in tutt'altro contesto, cioè emessa per contenere provocazioni di forze neofasciste che volevano usare il centro cittadino come teatro di violenza. Ma Benedetti va oltre e dichiara che la città dovrebbe essere preclusa comunque alle manifestazioni politiche, non rendendosi conto che la sua carica non riassume in sé il potere legislativo, esecutivo né tantomeno giudiziario. Comprendiamo la sua aspirazione, evidentemente condivisa con il Senatore Salvini, di attribuirsi “pieni poteri” , ma dobbiamo ricordargli che non gli sono consentite azioni ed esternazioni tali da minare le fondamenta democratiche e costituzionali della repubblica».

Dunque, attacca ancora Articolo Uno, «non resta che prendere atto della sua inadeguatezza rispetto alla carica che Benedetti ricopre». Il quale «cerca con di unire la manifestazione delle Sardine con l'infelice episodio della aggressione al sindaco a Firenze, la cui responsabilità resta da stabilire oggettivamente. Infine il commento in riferimento alla dichiarazione del presidente di Confcommercio che disapprovava il corteo perché potrebbe disturbare gli acquisti natalizi. Come se i diritti costituzionali fossero in opposizione al libero svolgimento delle attività economica. Bisognerebbe invece domandarsi: di chi è la città se non di tutti i suoi cittadini? L'afflusso di molte persone non è forse un’occasione di marketing in più per negozi e bar?» —

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