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dopo 91 anni di attesa 

Regolamento marmo, ecco la prima bozza: premio alla filiera

Regolamento marmo, ecco la prima bozza: premio alla filiera

Atteso dal 1929 (91 anni) arriva all'attenzione della commisione ambiente. Le concessioni andranno a gara e saranno prorogabili per 25 anni

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Massa. Dopo 91 anni di attesa (doveva essere fatto nel 1928...), ecco finalmente la bozza del regolamento degli Agri marmiferi. Preparata dagli uffici e dalla giunta, è ora all’attenzione della commissione ambiente. L’approvazione dovrà essere entro il 31 dicembre; ovviamente è suscettibile di modifiche in consiglio comunale. Nella premessa, si spiega che il Comune «intende promuovere e disciplinare la razionale e sostenibile utilizzazione delle risorse minerarie, quali marmo e materiali lapidei ornamentali in genere, per lo sviluppo economico e sociale del territorio, salvaguardando e nel rispetto dell’assetto ambientale, paesaggistico e idrogeologico degli ambiti interessati, in un contesto di sostenibilità con l’attività estrattiva».

Qui a Massa non esistono beni estimati, cioè agri considerati privati, diversamente da Carrara (dove le polemiche sono sempre accese sul tema). Nel regolamento però si parla di siti estrattivi in cui sono presenti beni appartenenti al patrimonio indisponibile del Comune “e altri beni”.

Si specifica comunque che per “Agri marmiferi comunali” si intendono tutte le aree montane idonee alla escavazione del marmo, già intestate al Comune di Massa come piena proprietà o dominio diretto nel Catasto Estense, approvato con Editto Sovrano del 24 settembre 1823, individuate nel Piano Strutturale del Comune come “Zone degli Agri Marmiferi” e indicate, nella specifica perimetrazione del Piano del Parcodelle Apuane, come “Zone contigue di cava”. Le aree degli Agri marmiferi comunali identificano il complesso delle aree estrattive del Comune di Massa, e fanno parte del patrimonio indisponibile del Comune; queste aree sono inalienabili e imprescrittibili.

Capitolo concessioni: sono temporanee e onerose, non hanno durata superiore a 25 anni, sono strettamente personali, non possono essere cedute o affittate; il Comune può autorizzare un trasferimento d’azienda.

Le concessioni andranno a gara, di tipo europea; gli attuali titolari di autorizzazioni o concessioni dovranno chiedere la possibilità di continuare a lavorare; la proroga di norma è di sette anni a far data dal 31 ottobre 2016, e può essere prorogata a 25 anni con l’impegno alla lavorazione in loco, nella filiera, di almeno il 50% del materiale estratto, con modalità stabilite dal regolamento.

Oltre al canone concessorio, il titolare dell’autorizzazione è tenuto a pagare al Comune il 10% del valore medio di mercato del materiale, determinato dal Comune. —
 

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