Il Tirreno

il finanziamento stoppato 

«Pressioni sulla Regione per il progetto Malaspina»

Riccardo Sordi
«Pressioni sulla Regione per il progetto Malaspina»

Il capogruppo di maggioranza Ferri risponde alle accuse di scarsa trasparenza «La revoca da Firenze è arrivata a sorpresa, abbiamo chiesto incontro urgente»

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La questione del probabile naufragio del progetto di abbattimento e ricostruzione del plesso scolastico del Malaspina (e conseguentemente del finanziamento di 11,2 milioni di euro) per il suo vincolo architettonico sta creando molte polemiche politiche. Dopo il duro comunicato del Pd che ha accusato l’amministrazione di aver fatto le cose in maniera poco trasparente rispondere alle accuse è il capogruppo dei maggioranza Jacopo Ferri che prima accusa i tre consiglieri di godere solo «delle difficoltà che l’Amministrazione possa incontrare» e poi sottolinea come «tutto si può dire però meno che quel percorso non sia stato e non sia trasparente ».

Secondo Ferri, infatti, il Pd «si guarda bene dal riferire con precisione le cose che si sono effettivamente dette efatte e muove accuse gravi delle quali ovviamente risponderà, peraltro parlando a sproposito di “vincoli”».

Il consigliere fa quindi un breve cronistoria degli avvenimenti premettendo che l’edificio è gestito per due terzi dalla Provincia, in quanto appunto ospitante scuole superiori e per un terzo dal Comune che vi ospita la Scuola Materna. Dopo le indagini del marzo 2018 che hanno trovato che l'edificio avesse un livello di vulnerabilità sismica inferiore rispetto alla soglia prevista dalle normative vigenti e «l’amministrazione si è subito attivata chiedendo un incontro con il genio civile regionale a seguito del quale è stato confermato come la situazione dell’edificio fosse esattamente quella della stragrande maggioranza di edifici pubblici scolastici della Toscana. Si sono pertanto mantenuti aperti e fruibili gli spazi scolastici ed è stato deciso di provare ad intercettare, pur nella ristrettezza dei tempi, i finanziamenti del Piano triennale di Edilizia Scolastica, che era atteso entro poche settimane da allora, per realizzare un nuovo edificio». « L’amministrazione- sostiene Ferri - si è quindi dovuta prodigare “sia con le proprie forze che con l’aiuto esterno ottenuto gratuitamente, utilizzando la disponibilità di tecnici che si erano già occupati delle indagini di vulnerabilità sismica per predisporre e presentare un progetto esecutivo che potesse avere chance di essere finanziato, riuscendo a farlo con non poche difficoltà. Come noto a chiunque – evidentemente ad eccezione dei consiglieri di Open Pontremoli, sarebbe stato impossibile farlo con i tempi della burocrazia e con le sole forze comunali».

Nell’estate del 2018 «la graduatoria della Regione premiava il progetto di demolizione e ricostruzione dell’edificio posizionandolo al 2° posto nella graduatoria con un finanziamento pari a circa 11 milioni di euro. Verifiche effettuate nei mesi a seguire, facevano emergere un passaggio mancante relativo alla verifica di interesse culturale dell’edificio da parte della Soprintendenza di Lucca. Si attendono ancora, le risposte formali da parte degli uffici competenti del Mibac, risposte che, ove fosse dichiarato un interesse culturale sull’edificio, metterebbero comunque a rischio il finanziamento ed aprirebbero conseguentemente un contenzioso con il Mibac, è arrivata – molto a sorpresa - la comunicazione formale della Regione Toscana per la quale si ritiene che allo stato degli atti il finanziamento debba comunque essere revocato. Ciò non è ovviamente accettabile da parte del Comune, tanto che si è provveduto a diffidare la Regione dal procedere in tal senso e si è chiesto un incontro urgente per definire i passaggi che possano portare al mantenimento del finanziamento». —

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