Attenzione
Il report della Normale sulle mafie: a rischio anche Massa-Carrara
massa-carrara. Le quattro mafie storiche continuano a non avere insediamenti stabili in Toscana ma sono sempre più riconoscibili tracce di una crescita di gruppi di criminalità organizzata nel territorio.
È quanto emerge dal terzo rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione curato dalla Scuola Normale di Pisa su incarico della Regione. «Più che sostituirsi al mercato - si legge in una nota -, ricercando forme di oligopolio criminale nell'economia legale, pare che la strada battuta sia 'mettersi al serviziò del mercato attraverso l'esercizio abusivo del credito, l'erogazione di servizi illeciti finalizzati a reati tributari e economici o all'abbattimento dei costi di impresa attraverso attività illecite di intermediazione del lavoro o nel ciclo dei rifiuti».
Grosseto, Livorno, Prato e Massa-Carrara si confermano province col più elevato rischio di penetrazione criminale. Prato rimane al primo posto in Italia per denunciati per riciclaggio mentre Livorno continua a registrare il tasso medio annuo più elevato per traffico e spaccio di stupefacenti.
I beni confiscati alla criminalità organizzata in Toscana sono anch'essi in aumento: tolti i provvedimenti dall'esito ancora incerto, si tratta di 572 beni immobili, distribuiti in 67 comuni, ovvero il 23% del territorio regionale. Di questi 145 sono quelli già destinati, come ad esempio la tenuta di Suvignano assegnata alla regione Toscana. La matrice camorristica è la più ricorrente, con quasi il 40% dei beni, seguiti da Cosa nostra (11,5%) e 'ndrangheta (6,2%). Quanto ai fenomeni di corruzione, le statistiche comparate prese in esame dal rapporto segnano un aumento percentuale, tra il 2016 e 2017, anche dei cosiddetti 'crimini dei colletti bianchì. Crescono del 150% le malversazioni, raddoppiano i reati di concussione, sono in crescita del 67% gli abusi di ufficio e del 37% i reati societari. Il coinvolgimento di manager pubblici in vicende di corruzione risulta in Toscana ancora più marcato che nel resto d'Italia. —
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