Toscana
Giovane massese guida l’associazione degli Italiani a Reims
Chiara Giampellegrini ha trovato il suo futuro in Francia «Qui funziona tutto diversamente e ho un lavoro fisso...».
MASSA. Va in Francia per “fare un’esperienza”, si ritrova presidentessa dell'associazione “Italiani a Reims”. È la storia di Chiara Giampellegrini, 28 anni, nata e cresciuta a Massa dove ha studiato e si è diplomata all'istituto “Salvetti”. Otto anni fa la decisione di intraprendere quella che chiama «esperienza di vita»: un anno all'estero, a mettersi in gioco.
«Sono partita per Zurigo 8 anni fa, dopo un anno mi sono trasferita in Francia e da sei anni e mezzo ormai vivo a Reims, città dello champagne e di una straordinaria cattedrale», racconta. «Volevo fare un'esperienza di vita e lavorativa all'estero. Poi sono rimasta fuori dall'Italia per lavoro, visto che quando inizi a guardare fuori ti accorgi che tutto funziona diversamente...», commenta con una punta di amarezza. E nella città francese oggi Chiara lavora nell'ufficio del turismo. «Dopo circa sei mesi dal mio arrivo in Francia mi sono messa subito a imparare la lingua e ho trovato lavoro all'ufficio del turismo. Mi hanno proposto inizialmente un contratto di tre anni che poi si è trasformato in un contratto a tempo indeterminato. Reims ha un giro di turisti da 300 mila presenza annuali», spiega.
Nel frattempo Chiara, con altri italiani trasferiti nella città d'oltralpe, ha dato il via a un'associazione, nata l'anno scorso e che in un anno ha messo insieme 150 persone: «Si chiama Associazione Italiani a Reims ed è un'attività di cui vado molto fiera, creata insieme alla comunità italiana di Reims. I suoi punti fondamentali sono: l'integrazione, l'interazione e la promozione. In questo primo anno da quando l'associazione si è costituita abbiamo creato eventi in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia in Francia, con il Consolato di Metz e tra le altre istituzioni con il Comune di Reims. Ho l'onore di essere la presidente di un gruppo che al momento conta 150 iscritti».
Il diploma, l'esperienza all'estero, il primo impatto con il nuovo ambiente – a partire dalla lingua – e poi il contratto a tempo indeterminato a Reims, nonché l'associazione. Difficile, ammette Chiara, tornare indietro, in Italia, a Massa: «Non so se riuscirei a ritornare indietro...». D'altronde, sul piatto della bilancia quel contratto di lavoro stabile e le possibili prospettive, ragiona, hanno un peso non trascurabile. Ma la speranza è quella di tornare un giorno all'ombra delle Apuane. «In questi ultimi due anni, oltre al lavoro, tramite corsi a distanza con l'Università della Bourgogne seguo un corso che si chiama “Vino cultura e enoturismo” e in giugno ho ottenuto il diploma universitario. Ho fatto il corso universitario perché vorrei creare la mia azienda di tour eno-turistici facendo un collegamento tra la Francia e l'Italia». Per ora un progetto embrionale. «In questo modo però potrei avvicinarmi a casa. Quindi sì, spero di tornare in Italia, anche perché tutta la mia famiglia è a Massa», chiosa. —
Luca Barbieri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
