Il Tirreno

vittime di femminicidio 

Caso Biagi, adesso in Senato c’è la legge. Il fratello di Cristina: siamo commossi

Chiara Sillicani
Caso Biagi, adesso in Senato c’è la legge. Il fratello di Cristina: siamo commossi

La famiglia ringrazia la politica, i giornali e la sua legale: vittoria per tutti gli orfani di femminicidio. Ora nessuno sarà più solo

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MASSA.La storia e il dolore di una famiglia. La fatica di una battaglia. E la vittoria. Che non è personale, ma condivisa. Perché la norma depositata ieri in senato non è la soluzione ad un caso, non è la risposta alla famiglia Biagi, non è il passo indietro di Inps che non chiede più il risarcimento alle figlie di Cristina. È la svolta per tutte le vittime di femminicidio, per i loro orfani. Per le loro famiglie.

Adesso - lo annuncia lunedì 9 dicembre la ministra del lavoro Nunzia Catalfo - c’è una legge che tutela da ogni forma risarcitoria diretta gli orfani di femminicidio. Tutti e non solo le figlie di Cristina. Una battaglia e una vittoria condivisa che commuove la famiglia Biagi, il fratello di Cristina, Alessio, i suoi genitori, la loro legale Francesca Galloni. Per Alessio non è una bandierina, non è la sua vittoria, non quella delle nipoti, è una cosa “meravigliosa”: «Abbiamo realizzato qualcosa di incredibile. Tutti insieme». Una famiglia coraggiosa che ha affrontato con dignità il dolore, un’avvocatessa che ci ha messo l’anima, «la politica, i giornali, le istituzioni».

Alessio Biagi , dopo una giornata in cui ha preferito non rilasciare dichiarazioni, in cui ha detto no a decine di richieste di interviste e partecipazioni a trasmissioni televisive su reti nazionali, si commuove:«C’è grande felicità ed entusiasmo - confida - la nostra vicenda personale ha fatto nascere una norma ad hoc per tutti gli orfani di femminicidio. Una grande soddisfazione per la vittoria della nostra famiglia, per tutte le famiglie che da oggi si sentiranno più tutelate e per tutti quei bambini e ragazzi che da oggi possono guardare al futuro con speranza».

La felicità nella condivisione, la soddisfazione di aver prodotto un risultato che è collettivo: «Siamo commossi e vorremmo ringraziare tutti coloro che sono intervenuti in questa vicenda: dalla stampa, ai Ministri, ovviamente al Presidente della Repubblica, al Presidente di Inps che hanno lavorato come una squadra per realizzare qualcosa di nuovo e meraviglioso. Un segno di civiltà e umanità che disegna un solco importante. Ora nessuno sarà più lasciato indietro, nessuno si sentirà più solo». Un ringraziamento speciale Alessio lo rivolge alla legale Francesca Galloni: «Ha sposato con tutto il cuore la vicenda. Una donna, non a caso».

La notizia della legge depositata in senato arriva  la sera  del 9 dicembre dopo una giornata in cui la politica il suo impegno ad una definizione normativa l’aveva ampiamente ribadito, dopo una telefonata, ieri mattina, a casa Biagi, direttamente dall’ufficio legale dell’Inps di Massa Carrara. L’istituto di previdenza ribadiva massimo impegno e confermava la convocazione di un tavolo tecnico. Il presidente nazionale di Insp, Pasquale Tridici, ha fatto di più: non solo ha sottolineato quell’impegno, ma ha anche espresso partecipazione sentita alla vicenda. La partecipazione di chi si immedesima perché quel dolore lo ha vissuto sulla sua pelle: «Mia sorella - ha confidato Tridico - è stata uccisa da suo marito, un fatto successo quando io ero ragazzo e quando omicidi così orribili non si chiamavano ancora femminicidi, non esisteva il termine». Una confidenza, racconto personale e sentito. La condivisione del dolore che fa delle storie personali un percorso. Di vita e di legge.

In serata l’ufficialità: la norma depositata in senato: «Avevo promesso di trovare soluzione per la vicenda che ha coinvolto le ragazze di Massa Carrara - scrive la ministra Catalfo - e così è stato. Dopo una proficua collaborazione fra me, la ministra per le pari opportunità Elena Bonetti e il ministero dell'interno rappresentato dal viceministro Vito Crimi e dal commissario straordinario Raffaele Cannizzaro, al Senato è stata depositata la norma che, in casi come questo e in altri analoghi, tutela da ogni forma risarcitoria diretta gli orfani di femminicidio». Tutti. Perché per tutti gli orfani, e non solo per le figlie di Cristina, è stata la battaglia della famiglia Biagi. —
 

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