Il Tirreno

 

“Massa Servizi Spa estinta” chiuso l’ultimo procedimento

CLAUDIO FIGAIA
Il palazzo di vetro su via degli Oliveti dove aveva sede la Massa Servizi
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Il palazzo di vetro su via degli Oliveti dove aveva sede la Massa Servizi

Presunte irregolarità nel bilancio del 2009: la Corte dei Conti ferma l’istruttoria a carico della società e del suo liquidatore per “difetto di capacità processuale” 

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MASSA. A volte ritornano: “Massa Servizi Spa”, ad esempio. La società mista (50% Comune, 50% la coop poi Spa Ariete) che gestiva la riscossione dei tributi municipali e vari altri servizi, come quello dei cimiteri, è tornata a far parlare di sè. Nonostante, come ha scritto testualmente il giudice, sia ormai estinta da anni. Della società che fu guidata da Gian Mario Gastoldi si è tornati a trattare davanti alla Corte dei conti, nei mesi scorsi, per un procedimento collaterale alla maxi inchiesta condotta dalla procura della magistratura contabile che portò, nel 2016, all’accertamento di un danno erariale per 3,6 milioni di euro alle casse del Comune di Massa e alla condanna in primo grado al risarcimento di 900mila euro (il resto del “danno” risultava prescritto) dell’ex sindaco Fabrizio Neri dell'ex assessore alle Finanze Angelo Morelli, di un ex dirigente alle Finanze e di un ex segretario comunale. . Il procedimento in questione riguardava accertamenti erariali condotti dalla procura della corte dei conti sul bilancio di esercizio 2009 della Massa Servizi Spa. Da quei controlli emergeva più di una discrepanza fra quanto la società aveva versato nelle casse del Comune e quanto effettivamente incassato nella sua attività di riscossione, condotta attraverso il suo “braccio operativo”, la società Ariete. In particolare si parlava di 365mila euro di mancati introiti per riscossione Ici e 37mila per i canoni delle luci votive dei cimiteri comunali. Più o meno lo stesso tipo di irregolarità che la maxi inchiesta accertò nei bilanci degli anni precedenti.

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Questa volta, però, il “processo” si è subito fermato. “Massa Servizi si è estinta e così Ariete: la prima è stata cancellata dal registro delle Imprese il 24 gennaio 2014; la seconda i 6 agosto 2012. Dunque è priva di ogni capacità processuale”, dice in sostanza la sentenza della sezione giurisdizionale della Toscana, presieduta da Amedeo Federici (consiglieri Angelo Bax e Nicola Ruggiero). È in virtù di tale condizione – anche il liquidatore di Massa Servizi Spa, il commercialista carrarese Antonio Ceccatelli, non può in alcun modo essere chiamato a risarcire il Comune dell’eventuale danno erariale subito. In quanto “la cancellazione della società determina anche il venir meno del potere di rappresentanza del suo liquidatore”.

La Corte dei Conti ha così chiuso il procedimento, senza neanche entrare nel merito delle irregolarità contabili sostenute dall’accusa (rappresentata dalla procuratrice regionale Archeropita Mondera) ravvisando un fondamentale “difetto di legittimazione processuale”. Con questa sentenza, i giudici contabili hanno praticamente accolto in toto le tesi sostenute dall’avvocato pontremolese Francesco Mazzoni, difensore del dottor Ceccatelli. Ma anche se il giudizio fosse stato diverso, ci avrebbe pensato la prescrizione a chiudere il processo.

Ma, allora, chi paga per quegli (eventuali) ammanchi che avrebbero danneggiato le casse del Comune di Massa? Il collegio giudicante lascia una specie di indicazione nel dispositivo della sua sentenza, quando, dopo aver dichiarato il difetto di legittimazione processuale, prevede “la comunicazione alla Procura per eventuali azioni ritenute esperibili nei confronti dei liquidatori e dei soci”. —

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