Il Tirreno

«La libertà è come l’aria, quando non c’è si sente»: sardine in piazza a Carrara

Libero Red Dolce e Irene Rubino
«La libertà è come l’aria, quando non c’è si sente»: sardine in piazza a Carrara

Numeri più bassi rispetto alle attese, ma piazza determinata e molto variegata. Sanguinetti (Anpi): «Spero che questa sia una storia lunga e autonoma»

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CARRARA. È una piazza semplice quella delle Sardine. Due interventi da un palco improvvisato sopra una panca, qualche slogan contro Salvini e il populismo e alla fine con un passaggio di forse sette o ottocento (mai tutte insieme) persone a cantare “Bella Ciao” sovrastando un’amplificazione che proprio all’ultimo minuto ha dato forfait costringendo gli organizzatori a una cassa di fortuna. Se si guardano i numeri della chiamata online la piazza di ieri va vista mezza vuota: 1700 e oltre erano gli aderenti sulla pagina Facebook. Ma una piazza delle Erbe compatta, piena a trequarti e contenta di ritrovarsi fa vedere mezzo pieno il bicchiere in mano agli organizzatori.

Il culmine emotivo e politico della manifestazione è senza dubbio il discorso di Nando Sanguinetti dell’Anpi. È l’anello della catena che congiunge passato e futuro e proprio in avanti punta lo sguardo invitando a superare antiche forme di organizzazione politica senza però abbandonare tradizioni e legami che sono la linfa che porta nutrimento a questo nuovo movimento.

«Questa piazza è anche la mia piazza. Infatti sono nato laggiù», dice indicando di fronte a sé mentre centinaia di colli si girano all’unisono. «Vengo per la mia età da una dimensione politica, culturale e sociale molto diversa da quella che s’incarna in questa piazza. Ma non ho nessuna nostalgia del passato, anche perché ho sempre lottato pensando al futuro. E questa piazza guarda al futuro. Lo vuole migliore del passato. E a differenza di altre esperienze di movimento non butta via quanto di buono ci ha dato il passato: questa piazza è antifascista, questa piazza afferma il valore delle libertà contro chi vuole limitarla, questa piazza è democratica, senza capi carismatici e figure rigida. Questa piazza è antirazzista». È un manifesto quello di Sanguinetti. E fa il pieno di applausi. Ancora più convinti quando chiude: «La libertà è come l’aria: quando no n c’è si sente».

Sulla panchina lo hanno dovuto aiutare a salire e lui ci sta saldo. «Spero che sia una storia lunga, autonoma e senza cappelli di nessuno sopra. Mi auguro che apra la strada a nuovi modi di partecipazione».

Le sardine, che sono politicamente neonate, per ora hanno questo obiettivo. Trovarsi, contarsi. Essere, in senso pubblico.

Ci sono rappresentanti del Pd, come il capogruppo in consiglio Luca Barattini, le consigliere del Movimento 5 Stelle Barbara Bertocchi e Francesca Rossi, c’è la consigliera Claudia Bienaimè. Si ritrova un ambiente in parte già visto ai tempi dei girotondi. Molti volti c’erano allora e ci sono oggi. Soddisfazione la esprime l’organizzatore «Ci stiamo opponendo a odio, razzismo e il rafforzamento delle forze di estrema destra. Noi portiamo concetti chiari, chiediamo l’applicazione della Costituzione: antifascismo, diritti, tolleranza e accoglienza», dice Umberto Moisé. Ci sono il consigliere regionale Pd Giacomo Bugliani e anche la deputata Martina Nardi. «Vedo il ritrovarsi di un campo progressista e ho fiducia che a Massa ci sarà ancora più gente. Massa è legata, qui si sente. Mi pare una bella piazza, forte ».

C’era una massiccia rappresentanza partigiana ieri in piazza delle Erbe: Giorgio Mori, classe 1923 marito della leggendaria "ragazza" del 7 Luglio ’44 Cesarina Tosi; Nando Sanguinetti, presidente dell’Anpi Carrara; Giorgio Lindi e il fratello Paolo; Sergio Angeloni; Ulisse Lazzerini; il presidente Anpi regionale Alessandro Conti.«Vorremmo chiedere ad Anpi nazionale di prendere una posizione più netta nei confronti di questo movimento spontaneo - afferma Lindi con decisione - nelle sardine noi vediamo la chiusura del cerchio iniziato con l’esperienza partigiana. Siamo qui soprattutto per dire ai giovani che cose come quelle che stiamo vivendo oggi in Italia sono già avvenute, ma proprio qui, in questa piazza, la Resistenza carrarina visse uno dei suoi momenti più gloriosi grazie alle sue donne. Non a caso Carrara è stata decorata con la medaglia d’oro al valore per la Resistenza. La coscienza ribelle e libera di Carrara ha però radici ancora più profonde. Quando eravamo ancora parte del ducato di Modena e Reggio noi avremmo voluto unirci alle Province unite del centro Italia. Ergemmo un monumento a Mazzini nel 1872, in pieno regime sabaudo. E non dimentichiamo il ruolo degli anarchici nei moti di Lunigiana, quando nel 1894 una colonna di 400 dimostranti si scontrò con un reparto militare davanti alla caserma Dogali di Carrara. Carrara ha una vocazione profonda alla libertà».Niente bandiere, ovviamente, nel pieno rispetto alla decisione dei promotori nazionali della manifestazione. Per quanto sia difficile immaginare Nando senza la sua bandiera dell’Anpi in spalla.

Ma i giovani sono scesi in piazza per raccogliere il testimone? Zoe, che frequenta il liceo classico, commenta insieme ai suoi compagni: «L’età media in questa piazza è troppo alta, dovrebbero esserci più ragazzi. Non è facile sensibilizzarli».Nell’aria si respira una certa amarezza ancheper i numeri decisamente inferiori alle aspettative: «Carrara avrebbe potuto fare di meglio, vedo intorno a me solo le facce che ho imparato a conoscere in anni di militanza politica», commenta Giulia Severi di Casa Betania. C’è chi commenta che l’organizzazione avrebbe potuto essere migliore, chi spera che le sardine "recuperino" il 14 dicembre a Massa. Casa Betania, comunque, è ampiamente rappresentata in piazza, dove c’è anche il pastore metodista Massimo Marottoli. Don Raffaello Piagentini non rinuncia a far suonare le campane del duomo alle sei in punto.

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