Dipendenti Don Gnocchi sul piede di guerra «E peggiorano i servizi»
Domani dalle 10 a mezzogiorno presidio di fronte alle sedi della Fondazione, a Fivizzano e a Marina di Massa, per il taglio agli stipendi dal 1 gennaio 2020
fivizzano. Sulla questione dei lavoratori della Fondazione Don Gnocchi - una quarantina gli interessati dal passaggio dal contratto sanitario nazionale al contratto Aris, quello in sostanza riservato ai lavoratori di residenze sanitarie assistenziali e centri di riabilitazione, che provocherebbe un taglio agli stipendi anche se con più ore lavorate (riguarda fisioterapisti, personale infermieristico, Oss, logopedisti e psicologi) intervengono con una nota unitaria le organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil. Che, come scritto ieri da Il Tirreno, confermano l’organizzazione di un presidio di protesta per domani mattina, a partire dalle 10 fino a mezzogiorno, di fronte alle sedi della Fondazione Don Gnocchi sul territorio provinciale, ovvero a Marina di Massa e a Fivizzano.
Scrivono i sindacati: “A lavoratrici e lavoratori Don Gnocchi di Marina di Massa e Fivizzano, a partire dal primo gennaio 2020, sarà applicato un nuovo contratto collettivo nazionale, con ripercussioni negative sia dal punto di vista economico che normativo, in un contesto provinciale già carico di vertenze aziendali molto pesanti. La scelta di applicare un contratto di tipo assistenziale preoccupa fortemente per il destino delle strutture esistenti nel nostro territorio, dove sono occupate più di duecento persone, e che sono sempre state considerate come poli riabilitativi d'eccellenza. Si rischia ancora una volta di vedere peggiorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini, oltreché i diritti di lavoratrici e lavoratori”.
Continua la nota delle tre sigle sindacali a sostegno dei dipendenti della Fondazione Don Gnocchi: “Nell'ambito della contrattazione per il rinnovo contrattuale, le organizzazioni sindacali e i lavoratori tutti intendono procedere ad iniziative di sensibilizzazione e di informazione di cittadini e cittadine per supportare il lavoro che le segreterie nazionali stanno portando avanti, finalizzato ad inserire norme contrattuali in grado di riconoscere la corretta collocazione di un centro che svolge attualmente attività di tipo prevalentemente sanitario. Rivolgiamo un appello alle istituzioni locali, alla conferenza zonale dei sindaci, alla società della salute e alla Politica affinché sostengano la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori”. —
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