Toscana
Un'altra rapina in farmacia. «Ora abbiamo paura»
Colpo al punto vendita in piazza De Gasperi, il secondo in venti giorni. Il bandito aveva una pistola: bottino 300 euro
MASSA. «Adesso cominciamo davvero ad avere paura», dicono le dottoresse il giorno dopo. È la seconda rapina in meno di un mese alla farmacia comunale di piazza De Gasperi, di fronte al tribunale di Massa. «Quando mi hanno chiamato le colleghe, pensavo fosse uno scherzo», parla la direttrice del punto vendita, Simona Balloni. Uno scherzo invece non era. Un uomo con il casco sul volto, sciarpa stretta al collo, giaccone e vestiti scuri, «alto e ben piazzato», martedì è entrato nella farmacia quando mancavano cinque minuti alla chiusura serale, erano le 19,55. Aveva una pistola in mano.
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«Ma non ci ha minacciato direttamente puntandocela contro, ci siamo spaventati soltanto a vederla». Parlava italiano, «inflessione massese», viene precisato. Era solo, un motorino di colore chiaro lasciato acceso in strada, pronto alla rapida fuga. In quel momento il negozio era vuoto, tre farmacisti (due donne e un uomo) sbrigavano le ultime pratiche dietro al bancone, gli ultimi conteggi. «Datemi i soldi, non vi succederà nulla», ha intimato il rapinatore. I dipendenti terrorizzati dal delinquente armato lo hanno lasciato fare. Il balordo ha trovato sguarnito il primo registratore di cassa, dal secondo ha prelevato circa 300 euro. Se li è infilati nelle tasche del giaccone. Bottino magro, molto meno del precedente colpo (avvenuto martedì 12 novembre), in quel caso due delinquenti sempre con un casco a celare i volti avevano portato via un migliaio di euro in tutto.
Spavento anche per una cliente, che è entrata dentro la farmacia proprio quando l’uomo col casco usciva dalla porta per scappare sullo scooter, nella fredda serata. Pochi attimi ed era tutto finito, con il terrore negli occhi. Quali contromisure prendere a questa escalation, banditi solitari che pistola in pugno provano a guadagnarsi la giornata. «Ci sono le telecamere, le cui immagini sono già in possesso della polizia – spiega la direttrice Balloni – ma a questo punto pensiamo di chiedere qualcosa di più, per esempio un servizio di vigilanza privata. Alla sera, all’orario di chiusura, cominciamo ad avere paura». —
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