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Sanac, solo poche ore di cassa integrazione

Manuela D’Angelo
Sanac, solo poche ore di cassa integrazione

A dicembre nello stabilimento apuano emergenza ridotta I sindacati: «Soddisfazione, ma l’attenzione resta altissima»

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Sembra soffiare vento buono da Taranto, e così anche Sanac, legata a filo doppio all’ex Ilva e alle sue vicissitudini con Arcelor Mittal, ricomincia a sperare. Le organizzazioni sindacali apuane hanno incontrato la direzione aziendale all’interno dello stabilimento Sanac di Massa. Non c’erano (perché non previsti) i commissari, ma è stato comunque un incontro proficuo, che oggi fa ben sperare i 112 dipendenti apuani.

«Soddisfatti- dichiarano a margine dell’incontro i segretari di Filctem Cgil, Nicola Del Vecchio e Femca Cisl, Stefano Tenerini- Ma non abbassiamo la guardia; le istituzioni devono continuare a tenere alta l’attenzione sulla vertenza».

Le novità riguardano innanzitutto la cassa integrazione di cui «a dicembre non ci sarà bisogno per lo stabilimento di Massa, se non per poche ore- spiegano Del Vecchio e Tenerini- Il calo di produzione, infatti, per il momento non ha sortito l’effetto che temevamo; i nostri lavoratori riusciranno, tra le ferie arretrate e festività natalizie, ad evitare il ricorso alla cassa integrazione, se non per pochissime ore».

Con molta probabilità, poi, secondo i sindacati anche per i mesi di gennaio e febbraio dovrebbe essere scongiurato il rischio di ricorrere alla cassa integrazione, «visto che stiamo per aggiudicarci due convertitori da Taranto- spiegano sempre Del Vecchio e Tenerini- che porterebbero lavoro a Massa per altri due mesi, ovvero circa 1700 tonnellate di acciaio da lavorare».

La commessa non è ancora andata a buon fine, ma Sanac, secondo quanto riportato ieri all’incontro, è ancora “competitiva sul mercato” anche se non è più la sola: «È emerso un dato che non ci lascia assolutamente tranquilli- spiega Del Vecchio- e a tal proposito abbiamo già attivato le nostre sigle nazionali. Durante l’ultimo incontro ci hanno confermato che a Taranto Arcelor Mittal sta ordinando materiali refrattari da altre aziende concorrenti in Europa. Questo nello specifico è avvenuto già per la fornitura del materiale ad un convertitore. Nei prossimi giorni, come detto, dovremmo sapere se la fornitura del materiale refrattario per altri due convertitori verrà affidato a Sanac. Sarebbe gravissimo se ciò non accadesse. Per questo motivo abbiamo richiesto al Governo che nell’attuale discussione e trattativa con Acelor Mittal per la continuità delle attività dei siti siderurgici in Italia rientri a pieno titolo anche la Sanac». Adesso gli occhi sono puntati sulla data del 20 dicembre, che rimane fondamentale per scoprire le intenzioni di Arcelor Mittal su Sanac: dovrà confermare le sue intenzioni all’acquisizione. —

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