Toscana
Trent’anni di scherma, una fucina di campioni
Il tecnico Davide Lazzaroni racconta la grande passione e i suoi ragazzi «Sport senza barriere: stiamo portando avanti un progetto per i non vedenti»
Una storia ultra trentennale che ha visto, nel corso degli anni, salire vertiginosamente il numero degli iscritti: da una decina di atleti al centinaio sfiorato tra le varie categorie. È la storia del Club Scherma Apuano dove arriviamo nel pieno di una sessione di allenamenti guidati dal responsabile tecnico Davide Lazzaroni. Tutto nasce da un gruppo di amatori ai Giochi della gioventù. Dopo un anno, nel 1987, viene fondato il Club; nel 1988 parte la prima edizione della coppa Città di Carrara, ormai un appuntamento fisso e valido per le fasi regionali della Coppa Italia. L'ultima edizione, ricordiamo, è andata ad Andrea Della Pina (spada), tra i più quotati nel gruppo carrarese e proiettato negli scenari nazionali. A metà anni novanta, continuando nell'excursus storico, arriva anche la sede di Marina di Carrara (l'attuale, in viale Vespucci). Lazzaroni, schermitore dal 1983 e insegnante da 25 anni, oggi è maestro di scherma olimpica di terzo livello della scuola dello sport (Coni), maestro d'armi professionista terzo livello con diploma riconosciuto dall’Accademia Nazionale di Scherma per l’insegnamento della scherma storica, artistica e arti marziali occidentali con armi bianche. Responsabile tecnico, è iscritto all'elenco per la formazione magistrale della Federazione Italiana Scherma ed è membro permanente della Commissione tecnica dell’Accademia Nazionale di Scherma. Il Club con il tempo è diventato Accademia point, Centro di formazione ufficiale della federazione e ha le squadre di spada e fioretto rispettivamente in B2 e in C. Oltre a queste discipline e alla sciabola, le attività sono: scherma storica sportiva, ricostruttiva e artistica. Le categorie invece: ludico-motoria, dai 5 ai 7 anni; pre-agonistica (9-10 anni); agonistica che va dal Gran premio giovanissimi (11-14 anni) agli assoluti (cadetti, giovani e master). «Oltre all'insegnamento, facciamo seminari, eventi e attività nelle scuole – spiega Lazzaroni –. Andiamo da “#Obiettivo scherma”, pensato per la formazione di maestri, istruttori e appassionati alla scherma in piazza. Stiamo portando avanti un progetto per la scherma per non vedenti». Poi ecco il “Medioevo delle mobilità” e i “Quaderni di viaggio”, con relatori del settore che proprio domani (mercoledì 4) si incontreranno per discutere della “mobilità delle fonti”. Eventi targati inoltre da “Collegium Lunae”, l'associazione di promozione sociale interno alla società sportiva apuana. «Siamo partiti dall'approccio metodologico pensando a come ridurre l'abbandono sportivo. Questo attraverso un approccio evocativo, a partire dai più piccoli, e personalizzato – analizza –. Un altro aspetto è il lavoro costante sulla formazione degli istruttori». Un esempio? Per i più piccoli la stagione passa attraverso una grande mappa, per imparare giocando e vivere la stagione, vista la mappa, isola dopo isola. «Noi cerchiamo di essere autonomi, pensiamo soltanto a lavorare. Cosa manca? Credo più generalmente una sinergia, un percorso serio e di ampio respiro sul tema dello sport in città». —
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