«Serve potenziare il servizio Adsl nelle zone collinari e montuose»
I consiglieri di minoranza presentano un’interpellanza alla giunta comunale e sostengono che alcune opere non servono alla comunità
TRESANA. Le zone collinari e montuose del Comune di Tresana sono adeguatamente coperte dall'Adsl? In buona sostanza è quello che chiedono i consiglieri comunali di opposizione de "Il futuro di Tresana", Valeria Vasoli, Amedea Cinquanta e Davide Bianchi, che hanno presentato una interpellanza al sindaco Matteo Mastrini e alla giunta comunale, ai quali pongono due domande: “Che cosa sta facendo l’amministrazione comunale per mettere in grado tutti i suoi cittadini di poter usufruire di questo servizio, indispensabile anche per avviare e sviluppare nuove attività produttive? Quali azioni sta svolgendo l’amministrazione per implementare la fibra nel capoluogo Barbarasco e nelle frazioni limitrofe? Tutti possiamo comprendere come, in certe circostanze, soprattutto in presenza di anziani, la vita o comunque la qualità della stessa possa oggi dipendere da un telefono cellulare”. Prima di porre i due interrogativi, i tre consiglieri comunali di minoranza fanno notare che sulla stampa locale spesso si legge di “interventi e opere pubbliche a favore della comunità tresanese, che non sembrano incidere sulla qualità della vita di questa comunità. Noi consiglieri siamo spesso avvicinati dai cittadini, che ci chiedono spiegazioni sull’operato dell’amministrazione e la domanda ricorrente è: ma quell’opera era utile? Quale beneficio porta alla comunità?”. I tre consiglieri citano l’asfaltatura della strada Montemirone–Alpicella, in merito alla quale, secondo loro, non sarebbe sufficiente portare a giustificazione dell’opera il fatto che il 70% del costo è finanziato dalla Regione: “Ora l’asfaltatura si interrompe al confine con il Comune di Calice al Cornoviglio e il tratto calicese è quasi impraticabile. E poi l’opera deve essere manutenuta e i relativi costi sopportati dal Comune: abbiamo presente lo stato delle arterie comunali? Ci sentiamo coinvolti, ma delusi di non poter incidere sulle scelte. Dobbiamo evidenziare che siamo di fronte ad un modo di amministrare non supportato da un piano organico, non c’è traccia di programmazione e, quindi, non c’è confronto ma, per parte nostra, solo analisi e commenti a posteriori di attività decise in giunta, un’azione di vigilanza e controllo il cui valore aggiunto è limitato. Le recenti delibere con le quali sono state date deleghe a cittadini di Tresana, appaiono non connesse a reali esigenze, piuttosto a modalità di coinvolgimento politico e distribuzione di potere”. —
Gianluca Uberti
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