Il Tirreno

la commemorazione 

Il fornaio, il pane e la Resistenza Pariana ricorda Ornato Mussi

Camilla Palagi
Il fornaio, il pane e la Resistenza Pariana ricorda Ornato Mussi

L’uomo fu ucciso 75 anni fa dai tedeschi per aver dato cibo ai partigiani Nella frazione la messa e una commemorazione voluta dai Patrioti Apuani

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«Quel giorno, il 2 dicembre 1944, arrivarono a Pariana. Ci fecero uscire tutti di casa e ci obbligarono a comporre una fila lungo la strada provinciale. Eravamo terrorizzati. Ci era giunta voce di quello che facevano, i tedeschi. Voce proveniente da Forno. Eravamo in fila e una ragazza, Eva, tentò di ribellarsi e di scappare. Un tedesco la rimise in linea in malo modo. Io avevo 16 anni e per mano tenevo mio fratello, di cinque anni più piccolo di me». Liliana Barachini oggi di anni ne ha 91. Pariana, la frazione in cui ha vissuto il terrore del nazifascismo, non l'ha mai lasciata. E fra quelle pareti rocciose, conserva anche i ricordi di quel giorno di 75 anni.

Pariana all'epoca è una delle tappe programmate dai nazifascisti per “debellare i focolai partigiani, così da porre fine alla resistenza”. Lassù abita un fornaio. Si chiama Ornato Mussi e di tanto in tanto passa del pane ai partigiani. Li aiuta, e c'è chi lo sa. C'è chi conosce anche la storia del cugino antifascista, ucciso nel 1922. E quella del fratello disertore che bruciò la camicia della milizia nel forno di famiglia per poi scappare sulle montagne. A Pariana infatti, quel giorno di 75 anni fa ci sono anche i fascisti. Sono loro ad aver accompagnato i tedeschi in montagna, loro ad aver diffuso i segreti legati ai sentieri delle Apuane: scorciatoie, rifugi, anime ribelli. Quel giorno messi in fila sulla strada provinciale, gli abitanti di Pariana ascoltano parlare una lingua che conoscono. Poi si sente un colpo di fucile. A rientro nelle loro case, Ornato Mussi viene ritrovato in un angolo della frazione, morente, con un taglio da baionetta sulla mano e sorvegliato da un nazista. Resterà a terra in quell'angolo della piccola Pariana per due giorni, esposto allo spregio.

«Questo episodio va inquadrato nella strategia di rastrellamento messa insieme dal 28 novembre al 6 dicembre del 1944 – spiega lo scrittore e studioso Massimo Michelucci - La strategia del nazismo consisteva nel terrorizzare la popolazione per evitare che appoggiasse la Resistenza. Obiettivo: debellarla, se necessario punire i civili. A dare ordini è Kesserling, eppure la ferocia dei rastrellamenti provocò l'effetto contrario: rafforzò la Resistenza. I partigiani mettevano in atto una contro guerriglia: distruggevano i ponti, cambiavano i cartelli delle indicazioni stradali. Ma ciò che è importante capire è l'elemento paura per controllare i focolai dei partigiani. A Massa per fare questo furono uccisi 300 civili. Novecento in provincia. In Italia 25 mila».

A ricordare il sacrificio di Ornato Mussi, ieri a Pariana, c'erano il consigliere regionale Giacomo Bugliani e i consiglieri comunali Lucia Bongiorni e Piergiuseppe Cagetti. Nell'ex scuola della frazione si è tenuto un momento di approfondimento fortemente voluto dall'Anpi sezione Patrioti Apuani che ha visto la partecipazione dei residenti rimasti a vivere lassù. Prima si è tenuta la messa celebrata dal parroco di San Carlo, Pariana e Antona, Don Primiero per «rinnovare valori come rispetto, giustizia, famiglia, patria e libertà». E per ricordare quel giorno di 75 anni, quando Ornato Mussi venne ucciso barbaramente per avere dato del pane ai partigiani. Quello stesso giorno la moglie era a Parma con il "baroccio" e un cavallo a scambiare sale per farina. Scoprì dell'uccisione del marito dai figli, Mario e Italo, che assistettero al fatto. —

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di Redazione web