Il Tirreno

I castelli della Lunigiana patrimonio Unesco «Sono il nostro petrolio»

Cristiano Borghini
I castelli della Lunigiana patrimonio Unesco «Sono il nostro petrolio»

La proposta rilanciata dall’onorevole Valdo Spini durante l’incontro organizzato dalla Cia. Si muove anche la Regione con il “Progetto Lunigiana” per il turismo

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VILLAFRANCA. Il convegno organizzato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori), sul recupero e la valorizzazione dei castelli lunigianesi, è stato un successo, sia per quanto riguarda la partecipazione che il livello del dibattito che è scaturito, tracciando la base di un percorso che rilancerebbe non solo queste meravigliose strutture storiche, ma anche la stessa economia territoriale qualora il progetto si realizzasse a pieno regime.

«Siamo molto soddisfatti dell’affluenza e delle tematiche che sono state sollevate e dell’interesse che si è creato intorno a questo argomento. – afferma Luca Maria Simoncini, vicepresidente della Cia Toscana Nord – i nostri castelli rappresentano il nostro petrolio e occasione di crescita per il territorio. Attraverso di essi possiamo promuovere la Lunigiana. Ma soprattutto possiamo creare un’offerta turistica che abbia una ricaduta positiva sulle strutture, stimolando anche il settore dell’enogastronomia. Sappiamo che sono stati stanziati fondi per l’ambito territoriale in tal senso, serviranno per intraprendere un percorso di crescita».

Durante il convegno importante l’intervento dell’onorevole Valdo Spini, autore nel 1987 di una legge presentata quando ricopriva l’incarico di sottosegretario al ministero degli Interni, che ha consentito la salvaguardia, il restauro e la valorizzazione dei castelli della Lunigiana storica. L’onorevole dopo aver fatto la quadra sui manieri, ha rilanciato la sua volontà di candidarli a patrimonio dell’Unesco, per garantirne una maggiore preservazione e visibilità a livello internazionale, con un’inevitabile ricaduta d’immagine per la Valle della Luna. Altro punto emerso dal convegno è la mozione che il consigliere regionale Pd Giacomo Bugliani ha presentato per garantire non solo la sopravvivenza di queste antiche magioni, ma soprattutto la possibilità che esse siano sempre più fruibili al pubblico: «La mia mozione ha lo scopo di chiedere alla Regione di farsi elemento di collegamento tra tutti i soggetti che gravitano intorno ai castelli – afferma Bugliani – occorre mettere in rete tutti i castelli e i borghi, solo un elemento super partes che aiuti ad intercettare tutte le risorse opportune per interventi di manutenzione o di ristrutturazione. Esistono realtà che necessitano di un profondo lavoro di ristrutturazione. Recentemente, in tal senso, sono stati erogati finanziamenti regionali per agire sui castelli di Caprigliola, Bagnone e Pontremoli. L’altro aspetto della mia mozione riguarda l’apertura al pubblico: utilizzando i fondi del Servizio Civile regionale si potrà tenere aperta la biglietteria e mettere a disposizione guide per i tour, facendoli diventare luoghi di cultura vivi. Ho ricevuto tante riposte positive per questa mia proposta. La cosa più importante è la creazione di un brand, che possa diventare motore di sviluppo economico ed indotto».

Le conclusioni del convegno sui castelli della Lunigiana sono state affidate al presidente del consiglio regionale Eugenio Giani il quale, dopo aver inquadrato storicamente le roccaforti lunigianesi, ha rilanciato l’idea di inserire nella prossima legislatura una serie di punti programmatici, chiamati “Progetto Lunigiana”, inserendole in un piano di più ampio respiro che consenta il rilancio turistico di questa area della Toscana. —

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