Sicurezza
Per 10 anni tossicodipendente, lo chef stellato si racconta
L’appello e la storia dello chef stellato Nicola Gronchi durante la serata per cento persone organizzata dal Comitato solidarietà Val di Magra e Apuano
Lui è uno chef stellato, per dieci anni è stato tossicodipendente. Da più di dieci anni ne è uscito e si è ripreso la sua vita. L’altro è un imprenditore del lapideo (fra i soci della Carrarese calcio). Ha seguito per 15 anni la sorella tossicodipendente: l’ha persa nel 2003. Lei aveva solo 33 anni.
Due uomini, due storie e un appello comune, a sostegno del Comitato solidarietà Valdimagra e apuano. Una associazione formata da un centinaio di volontari che aiuta i ragazzi tossicodipendenti e le loro famiglie con un lungo e articolato percorso, fatto di regole, di incontri e di gruppi di sostegno, per approdare alla comunità di San Patrignano.
Le storie sono quelle di Nicola Gronchi chef stellato di 36 anni, e di Claudio Santi, imprenditore del marmo. Storie che sono emerse durante la cena di beneficenza (a cui hanno preso parte cento persone) organizzata la sera scorsa al Papema proprio per parlare dell’attività della associazione. Alla cena ha partecipato anche il presidente della Regione Enrico Rossi a cui è stato chiesto di sensibilizzare i Sert per fare in modo che i ragazzi non vengano aiutati sul territorio ma con l’ingresso nelle comunità: «rompendo i legami che, rimanendo nel posto dove si vive rendono il percorso di disintossicazione più complesso».
Le storie
«Non mi drogo più da dieci anni e ho ripreso in mano la mia vita. Ai ragazzi dico solo una cosa: levatevi la maschera, non pensate di essere tossici solo quando toccate la eroina. Decidete voi di salvarvi. Solo così potete essere aiutati». Nicola Gronchi la faccia ce l’ha messa e ai ragazzi presenti alla cena del comitato ha parlato chiaro, senza ipocrisie.
«Non bisogna avere vergogna e io per alcuni anni l’ho avuta - ha continuato - Questa esperienza mi ha insegnato che da soli non ce la si può fare e che bisogna rompere i legami, anche con la famiglia. Solo ritrovando se stessi, solo avendo la motivazione giusta, quella che io ho trovato nella comunità “L’incontro” a Pistoia sono riuscito a riprendere in mano la mia vita. Adesso vedere i miei genitori, la mia famiglia serena, è la soddisfazione più grande».
Claudio Santi alla comunità di San Patrignano si è avvicinato oltre vent’anni fa , a Riccione dove un amico gli ha presentato Andrea Muccioli. Claudio ha vissuto per quindici anni, facendole da padre, l’odissea di una sorella tossicodipendente. È morta nel 2003. Claudio ha continuato, e continua, a dare una mano. Ed è in prima linea con il Comitato di solidarietà Valdimagra e apuano.
«Le famiglie, i ragazzi devono sapere che c’è qualcuno con cui possono parlare, che c’è qualcuno che è in grado di aiutarli» spiega Claudio.
L’associazione
Una sede in Valdimagra e una a Fossone, alla ex scuola elementare in via Monteverde. «Di questo dobbiamo ringraziare l’ex sindaco Angelo Zubbani che si è impegnato in prima persona per farci avere la nostra sede dove i ragazzi vengono due volte la settimana, il lunedì e il giovedì e i genitori, con i gruppi di auto aiuto il mercoledì».
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