Il Tirreno

la cassazione conferma 

Provò ad adescare una minore: condannato

L.R.D.

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lunigiana. Lei ai suoi messaggi non rispondeva mai. Anche se lui era insistente. Anche se lui - almeno in teoria - era fidato, perché lo aveva visto altre volte in compagnia dei suoi genitori. Non amici, ma conoscenti. Eppure quei messaggi la turbavano, tanto, finché la ragazza - ai tempi minore di 14 anni - non ha rivelato tutto alla madre. E l’uomo in ogni grado di giudizio è stato ritenuto colpevole.

Le sue attenzioni partono nel 2013. Lui è un padre di famiglia, di parecchi anni più giovani della ragazzina. Che all’epoca dei fatti è davvero piccola. Mai potrebbe pensare che quell’uomo ha un interesse particolare per lei.

Eppure lui cominicia a scriverle. Una volta, due, tre, non si stanca mai. È piuttosto sfacciato con queste sue attenzioni: carinerie, esche, complimenti. Qualcosa di decisamente torbido, come vedranno poi gli investigatori quando avranno a disposizione il computer sequestrato a seguito della denuncia da parte dei genitori della minorenne. Si arriva alla scoperta dei sotterfugi dell’uomo per merito della ragazza. Che all’inizio tace, ma poi rivela i tentativi di adescamento ai genitori che li prendono decisamente sul serio.

Ed è così che scatta la denuncia e partono le indagini. Le prove sono abbastanza chiare da convincere i giudici sia in primo grado che in appello: confermata in secondo grado la condanna a otto mesi. Poi arriva la Cassazione, dopo l’appello dell’uomo, a sancire la giustezza della decisione dei tribunali. —

L.R.D.

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