Il Tirreno

CARRARA

I cavatori all'aperitivo con Konchalovsky: «Maestro, che emozione»

I cavatori all'aperitivo con Konchalovsky: «Maestro, che emozione»

Poche formalità e la voglia di condividere un momento importante: il regista russo e i cavatori carraresi uniti dal valore dell’autenticità

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CARRARA. Francesco Gabelloni lo guarda ammirato quel regista che, con la sciarpa gialla al collo e le scarpe con le ghette si mescola con lui, con i compagni di lavoro e di set.. «È difficile dire cosa vuol dire lavorare con un maestro come Andrei Konchalovsky, è una emozione grande, di quell che non si dimenticano».

Mattia Dell’Amico parla di una scena in particolare che si è portato dietro, anche fuori dal set. «A un certo punto Michelangelo mette le mani sul blocco, dice che ci vede una scultura, un’opera d’arte. Beh è lo stesso che succede a noi cavatori, noi davanti ai blocchi abbiamo la sensazione di vederci dentro, di capire cosa diventerà. In fondo le mani sono le stesse».

Sono stati momenti di grande emozione per i cavatori attori del film di Konchalovsky che, dopo la conferenza stampa al Carmi hanno fatto tappa all’hotel Michelangelo per una pausa aperitivo.

Un aperitivo con un vecchio amico: questa l’atmosfera che si respirava nelle sale dello storico hotel riportato all’antico splendore. Del resto durante la conferenza stampa il regista russo lo aveva annunciato: «Dopo spero di vedere il capo lizza (Primo Serri vulgo Billy Biss) il suo volto, il suo personaggio nel film è davvero interessante. E lo è anche il suo lardo».

Il maestro e i cavatori attori, un bicchiere di vino e qualche fetta di lardo. A vederli da lontano sembrano dei buoni amici. Uno un po’ più grande degli altri. Non ci sono distanze: lui, il regista che alle domande dei giornalisti risponde con sofferenza («I film parlano da soli, non c’è bisogno di aggiungere molto altro. Sono sguardi, emozioni, sono volti. Non se ne può fare un’analisi intellettuale») si scioglie di fronte ai suoi cavatori attori.

«Come sei vestito alla moda»: apostrofa Mattia. E sorride, sorride molto. Le parole, forse ha proprio ragione lui, il maestro, servono davvero a poco. Il clima che si è respirato sul film di Konchalovsky lo si capisce solo stando qui, nella sala del Michelangelo, dove un gruppo di amici sta prendendo un aperitivo.

Le distanze, del resto, le aveva annullate proprio il grande maestro anche al Carmi: ha voluto che i cavatori fossero seduto accanto a lui, al sindaco e all’assessore Forti e all’attore Alberto Testone, il volto di Michelangelo. Gli ha elevati a protagonisti del film. Non ha concesso repliche, dovevano stare accanto a lui e, dopo, dovevano bere insieme.

All’hotel Michelangelo il copione si è ripetuto li ha salutati e abbracciati uno per uno i suoi cavatori, e ha parlato sempre in italiano Andrei Konchalovsky, proprio come durante la conferenza stampa. Il maestro non si sottrae nemmeno al momento “Selfie”. Del resto fra amici si può fare. —

A.V.-L.B.

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