Il Tirreno

Andrei Konchalovsky: «Cavatori questo film è anche vostro, diventerete famosi»

Alessandra Vivoli
Andrei Konchalovsky: «Cavatori questo film è anche vostro, diventerete famosi»

L’abbraccio del regista Andrei Konchalovsky con i lavoratori-attori del Peccato «Avrei voluto far fare un piccolo ruolo anche all’assessore Federica Forti»

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«Buonasera, finalmente, questo è un sogno. Sono felice di rivedervi, questo è il vostro film diventerete famosi». Così il maestro Andrei Konchalovsky ha salutato i cavatori-attori del suo film evento “Il peccato” che ripercorre come in un affresco neorealista la vita, le passioni e il lavoro di Michelangelo.

Loro, i cavatori, Mattia Dell’Amico, Giovanni Magli, Francesco Gabelloni e Guido Siniega erano ad aspettare il maestro sulla soglia del Carmi, il museo che in parte racchiude le tracce del film: i costumi, le foto di scena (e, di queste ultime come ha promesso l’assessore Federica Forti ne arriveranno anche molto altre). Un abbraccio sincero quello fra il grande regista russo e i lavoratori di Carrara che sono diventati parte integrante di un film salutato già come uno degli eventi dell’anno.

«I protagonisti del mio film sono due: Michelangelo e gli uomini di Carrara, che hanno esattamente la stessa importanza e la stessa dignità»: lo ha messo subito in chiaro o il maestro Andrei Konchalovsky che, nella presentazione alla stampa della serata evento al Garibaldi ha voluto sottolineare quanto sia rimasto impressionato dal mondo del marmo, dalla sua asprezza e dal sua maestosità. «Il trasporto delle pietre dalle cave all’epoca di Michelangelo era qualcosa di straordinario, la lizzatura era straordinaria, era come una grande battaglia».

Il maestro ha voluto accanto a se i cavatori e ha ricordato che «sono i volti, le facce dei carraresi ad avere fatto gran parte del mio film. Questo film è Carrara, e non è un caso che ho voluto chiudere la presentazione della pellicola proprio qui».

Alla domanda diretta se, durante le riprese abbia avuto modo di visitare la città, il maestro ha risposto con grande franchezza: «Io quando giro sono concentrato solo su quello, seguo i miei pensieri. E mi aiuto con qualche caffè corretto». E, a proposito di caffè ai “suoi”“ cavatori Konchalovsky ha fatto un pronostico: «Da domani (oggi per chi legge) sarete famosi, in città avrete sempre un caffè pagato».

Il sindaco Francesco De Pasquale ha portato i saluti, da padrone di casa, ringraziando il regista per «aver reso merito alla nostra città nel mondo», mentre l’assessore Federica Forti ha ricordato quando a lei, da poco insediata nella giunta De Pasquale, è stato presentato il progetto del film. E lo stesso regista ha rivelato un piccolo aneddoto: «Volevo farle fare una parte, con una corona di fiori in testa, nel set allestito in piazza Duomo». E per quel che riguarda le scene alle cave, giurate in Versilia, il maestro ha speso poche parole: «Io ho fatto un film, non un documentario. Avevo bisogno di cave non moderne, ma che sembrassero ferme al Rinascimento. Avevo bisogno di spazi particolari per lasciare la forza del marmo assoluta protagonista». Un breve commento è stato anche quello dell’attore Alberto Testone che da volto a Michelangelo: «Io a presentare questo film in un museo, se me lo sognassi cadrei dal letto!». —

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