Il Tirreno

la polemica sulla politica al classico 

Bugliani risponde al sindaco «Parole gravi, il liceo è libero»

Bugliani risponde al sindaco «Parole gravi, il liceo è libero»

Il consigliere regionale: «Rivendico il mio operato come corretto e imparziale» Anche Volpi all’attacco: «Al sindaco piace sindacare. E vedere macchinazioni»

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massa. Non ha termine la polemica politica che dalle aule del liceo classico Pellegrino Rossi è esplosa in città: andata e ritorno. Gli incontri con polemica di Lorenzo Porzano dell’Asmiu con gli studenti e poi la destra all’attacco del consigliere regionale Pd Giacomo Bugliani per una conferenza su linguaggio e politica nell’istituto. Quest’ultimo, criticato dal sindaco Francesco Persiani, gli risponde a tono.

«Leggo con stupore le dichiarazioni del sindaco Persiani relativamente all’episodio dell’incontro che si è tenuto nell’aula magna del liceo classico Pellegrino Rossi di Massa lo scorso mercoledì. Dichiarazioni che non fanno altro che denotare la volontà del primo cittadino di spostare l’attenzione della città da quelli che dovrebbero essere i reali problemi che un’amministrazione comunale dovrebbe affrontare. Non è questa la sede per tornare a ribadire il contenuto dell’incontro che si è tenuto nell’ambito del progetto promosso dal Liceo classico di Massa, salvo riflettere sul fatto che un sindaco si permetta di esprimere giudizi, anche gravi, senza avere assistito ai fatti e , magari, basandosi su pretestuose considerazioni di qualche suo compagno di partito. Non è un caso, che, in queste ore, i presenti a quell’iniziativa, stiano prendendo chiara posizione a sostegno del mio operato, che rivendico, con fermezza, corretto e imparziale. Non voglio difendere me stesso da accuse insensate e false, ma voglio piuttosto difendere la validità di una scuola come il liceo classico di Massa, la bravura e la correttezza dei suoi insegnanti e le capacità di valutazione e di giudizio dei suoi allievi».

Bugliani rimanda al mittente ogni valutazione critica. «Reputo gravi le affermazioni del sindaco in ordine a “relazioni, neanche troppo disinteressate o celate” intessute da me, dall’ex sindaco Volpi e, più in generale, dal Pd coi professori del Liceo Classico. Affermazioni della cui gravità sono certo che il sindaco sia ben consapevole. Se di relazioni vogliamo parlare, almeno nel mio caso, sono quelle di un ex allievo che ha passato in quella scuola cinque splendidi anni, che da quella scuola e dagli insegnanti ha ricevuto molto. Il ricordo di quegli anni è ciò che mi ha tenuto nel tempo legato a quella scuola ed è la ragione per cui, da consigliere regionale eletto in questo territorio, ho sempre con orgoglio continuato a frequentarla. I professori che , come dice il sindaco sarebbero “impegnati anch’essi attivamente in politica” , sono persone che sanno fare molto bene il proprio lavoro. Persone libere».

Ma al primo cittadino piovono critiche anche dal suo predecessore Alessandro Volpi, che con tono sarcastico lo prende in giro : «All'attuale sindaco di Massa pare davvero piaccia sindacare. Del resto cosa fa il sindaco per definizione se non sindacare; dunque non c'è da stupirsi. Questa volta il sindaco ha sindacato sul fatto che io sia stato invitato a tenere una conferenza presso il liceo classico Pellegrino Rossi che avrebbe ad oggetto il dibattito ottocentesco sulla questione della lingua italiana. Ora, è vero come diceva Benedetto Croce che le storia è sempre contemporanea e come sosteneva Luigi Einaudi che le prediche - e quindi le conferenze per estensione - sono inutili, ma intravedere dietro una discussione un po' noiosa su Niccolò Tommaseo, Alessandro Manzoni e altri ameni personaggi di oltre un secolo e mezzo fa una diabolica macchinazione della Sinistra per fuorviare le menti di giovani liceali, mi pare un ragionamento ardito...». —

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