Gioco
I ragazzi del Rossi replicano a Porzano «Da lui insulti e frasi inadeguate»
Assemblea dopo l’episodio dello scontro con lo studente L’appello a Persiani: «Non siamo noi ad avere attaccato»
Si aspettavano un discorso tecnico su ambiente e rifiuti ma quello che hanno sentito da Lorenzo Porzano non li ha convinti. Hanno aspettato un giorno, raccolto testimonianze scritte dei compagni riguardo l’incontro e convinti delle loro ragioni hanno deciso di rispondere all’amministratore Asmiu: «È stato un comizio politico a suo favore, invitando pure a votare la sua amministrazione come ci hanno detto i ragazzi delle prime classi. E a me non ha solo detto “sei triste”. Quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Prima mi ha detto che dicevo “segate” e mi ha chiamato “testa a piro”».
A parlare è lo studente diciassettenne che mercoledì mattina è diventato suo malgrado celebre per uno scambio dialettico con l’amministratore Asmiu durante un incontro al liceo classico Pellegrino Rossi. Anche se di dialettico, racconta lui, c’è stato ben poco. Non riportiamo il nome per ragioni di tutela, essendo il ragazzo minorenne.
«Sono rimasto sorpreso a leggere le dichiarazioni di Porzano il giorno dopo su Il Tirreno. Ha detto che noi, io, lo stavamo strumentalizzando, attaccando. È avvenuto esattamente il contrario. Io sono intervenuto, sicuramente con fare energico, ma solo per riportare la discussione sulle questioni che ci aspettavamo di sentire: ambiente e rifiuti. Chi ha cominciato a parlare di meriti dell’amministrazione attuale è stato lui».
Quando mercoledì la polemica monta, per via di un video che comincia a circolare con parecchio risalto sulle chat Whatsapp e le pagine Facebook, i ragazzi si attrezzano. Non vogliono che sia la parola di Porzano contro quella di uno di loro. E raccolgono diverse testimonianze. Scritte e firmate dagli alunni.
Ne abbiamo visionate alcune e sono concordi nel condannare l’atteggiamento di Porzano. Uno studente ad esempio scrive che l’amministratore ha «iniziato ad alzare la voce e sminuire in maniera poco garbata l’alunno». Un altro sostiene che si è «scagliato ingiustamente» contro chi gli aveva fatto notare «un’evidente incoerenza». Il rappresentante di classe, difeso poi dal professore Ciro Pisano che ha invitato Porzano a smorzare i toni, non è però l’unico a lamentarsi della giornata.
Agnese Ramagini ha diciotto anni, frequenta l’ultimo anno del Rossi. La sua classe incontra Porzano subito dopo l’alterco con il gruppo del rappresentante di classe. «Appena siamo entrati - racconta -lui ha detto che c’era stata una discussione. E che il dibattito fa piacere. Anche con noi ha parlato dei meriti della sua amministrazione rispetto la precedente, ha usato un linguaggio poco consono. A un certo punto ha detto: “io una volta mi giravo a guardare il sedere delle ragazze. Ora mi giro a controllare i cassonetti”. Non mi pare un linguaggio consono».
Insieme a lei c’è anche il compagno di classe Cosimo Iardella. «Durante il nostro incontro abbiamo fatto domande specifiche e lui divagava. Abbiamo chiesto dove si butta il polistirolo e lui ha cominciato a dire che per colpa della vecchia amministrazione la situazione era tremenda. Senza rispondere sul polistirolo.. Sembrava non saperlo nemmeno».
Concorda con i compagni anche il rappresentante della consulta provinciale, Andrea Azzaroni: «Di sensibilizzazione alla raccolta differenziata si è parlato ben poco. Era tutto un paragone tra le amministrazioni, ovviamente incensando la sua. Ho sentito testimonianze dei ragazzi del primo e secondo anno: a loro ha fatto chiari riferimenti al voto, suggerendo di votare chi fa bene il lavoro. Il riferimento era alla sua amministrazione».
Ieri i ragazzi del liceo classico hanno deciso di fare assemblea per confrontarsi sul tema. Queste sono le impressioni del giovane rappresentante d’istituto dopo l’incontro: «I ragazzi erano tutti d’accordo sul fatto che non si sarebbe dovuto rivolgere in questa maniera. Sul fatto che io sia intervenuto, interrompendolo, la gran parte mi ha dato ragione. Anche se per qualcuno non avrei dovuto farlo, è giusto dire anche questo».
Chi non immaginava invece di trovarsi in questo vortice di critiche è proprio Lorenzo Porzano. «Io vorrei fermare questo clima d’odio nei miei confronti, sono esterrefatto. Si è preso un video dicendo delle cose non vere. Apprezzo il confronto, ma non bisogna rigirare la realtà».
E lancia una stoccata al fronte compatto degli studenti. «Se stanno facendo tutto questo per coprire la questione della visita di Bugliani (il consigliere regionale nel pomeriggio nello stesso pomeriggio ha parlato al Rossi, attirandosi le critiche della destra, ndr) facciano pure».
Per i ragazzi il punto è un altro. «Facciamo un appello al sindaco Francesco Persiani. Non dica che Porzano è stato attaccato, è stato lui a usare quelle espressioni. Noi vogliamo soltanto difendere la libertà a scuola. Nessun professore ci ha imbeccato, la politica non c’entra proprio nulla». —
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