Attenzione
Il clima di paura in Comune a Massa: «In commissione c’è chi dice: ti pianto un coltello nella pancia»
Uilian Berti: a Palazzo civico il clima è cambiato. Imperversa il linguaggio fatto di minacce, machista e discriminatorio, è sparito il politically correct
MASSA. Un consigliere che, in commissione, mima con le mani di piazzare il coltello in pancia a un esponente dell’opposizione. L’amministratore di una società partecipata che, sui social, dà dell’anoressica a una giovane impegnata politicamente. Un assessore che dice a una consigliera: «a casa ho una bella moglie e ho di meglio da fare». E, infine, un altro assessore che, alla richiesta di accesso agli atti da parte di un esponente dell’opposizione se ne esce con un «mica mi faccio puntare la pistola alla tempia». Sono solo parole. Ma sono le parole, pesanti, della politica massese.
Così ce le racconta il consigliere di Articolo Uno Uilian Berti, 48 anni, dal 2003 nel consiglio comunale di Massa. Dal 2003 al 2008 nella giunta di Fabrizio Neri, con i Ds, dal 2008 al 2013 all’opposizione, come capogruppo del Pd nella giunta Pucci, Dal 2013 al 2018 vicesindaco della giunta di Alessandro Volpi prima in quota Pd e dal 2017 nelle fila di Articolo Uno dove Berti milita, sui banchi dell’opposizione nell’amministrazione di Francesco Persiani.
«A livello locale si sta riflettendo quella che è una tendenza a livello nazionale nel centrodestra – spiega Uilian Berti – Qui a Massa si traduce in un modo di vedere il Comune come “affare loro”, si traduce nei modi spicci con cui vengono liquidate le richieste della minoranza. La nostra posizione, e non solo la nostra ma ad esempio quella delle associazioni, a volte degli stessi cittadini, è declassata a una “perdita di tempo”». «Faccio un esempio – continua – per quel che riguarda la proposta sul pano acustico e il rifugio Aronte la maggioranza è andata dritta, senza prendere in considerazione le perplessità espresse su più fronti».
E il consigliere di Articolo Uno scende poi a parlare, nel dettaglio di quello che definisce il “linguaggio crudo” dell’amministrazione Persiani. «Si scimiotta in consiglio comunale il machismo di certi leader nazionali – prosegue – penso ad esempio a tutte le volte che ci sono stati episodi pesanti, a livello di atteggiamento e di linguaggio, nei confronti delle donne». Ma ci sono anche altri aspetti che, secondo Berti, vanno al di là del “politicamente corretto”. «Ho sempre vissuto nella politica – spiega – capisco quindi quando i toni possono essere accesi e quanto a volte si possano creare tensioni. Ma si deve rimanere nella politica. Mi spiego meglio; il sindaco Persiani nell’ultimo consiglio, parlando delle bonifiche ha detto che dovremo “interrogare le nostre coscienze per quello che non è stato fatto”. Ecco qui siamo di fronte a un giudizio morale, a una prevaricazione che poco attiene con la politica».
E Uilian Berti conclude la sua analisi con un riferimento più generale al modo di amministrare la città della giunta Persiani. «Sembra che a volte ci si dimentichi che si deve governare una città intera – continua Berti – Non è questione di clan o di tifoseria».–
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