Il Tirreno

la polemica in consiglio comunale 

Dei accusa il sindaco Persiani «In aula donne trattate male»

Camilla Palagi

La consigliera di Forza Italia accusa il sindaco di usare pesi diversi tra uomini e donne Dell’Ertole: «Con gli uomini qui si mettono i guanti»

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Si parla di donne e di politica in consiglio comunale. E anche di linguaggio. Durante l'ultima seduta di lunedì 24 novembre, uno scambio di battute molto acceso ha avuto luogo tra la consigliera di Forza Italia Roberta Dei e il sindaco Francesco Persiani, cui hanno fatto seguito i commenti della consigliera Dina Dell'Ertole di Alternativa Civica e del consigliere di Uniti per la Città, Agostino Incoronato.

La discussione nasce dalle comunicazioni del sindaco nelle quali il primo cittadino evidenzia che la consigliera Dei non partecipa alle commissioni consiliari. «Mi permetto di dirglielo con molta franchezza - afferma il sindaco rivolto a Dei - invece di attaccarmi sulla stampa, chiedendo cosa sto facendo io per Massa, chiedo a lei di fornire il proprio contributo. Mi risulta che non partecipi alle commissioni. Aspettiamo con ansia di conoscere il suo ruolo».

La consigliera, subentrata al posto di Sergio Bordigoni, replica: «Non capisco perché Bordigoni aveva 3 commissioni, Giovanbattista Ronchieri oggi ne ha 5. A me ne sono state assegnate solo due. Nella giornata internazionale per l'eliminazione della violenza di genere, prendo atto che di differenza tra uomo e donna ce n'è ancora molta». Dina Dell'Ertole solleva quindi una critica: «Noto purtroppo con dispiacere che quando a prendere parola è una donna si utilizzano certi toni, quando è un uomo, altri. Quando i nostri amministratori si rivolgono a degli uomini si mettono i guanti, quando si rivolgono alle donne li dimenticano».

È la stessa Dell'Ertole che evidenzia come anche dalla minoranza siano arrivati commenti inadeguati rivolti all'assessora Veronica Ravagli. E durante la discussione della mozione dedicata al ripristino dell'opera dedicata al femminicidio di piazza Aranci, chiede conto delle modifiche volute dalla maggioranza: «Non c'era bisogno di mettere le mani su questo atto e annacquarlo, quindi sulla votazione dell'emendamento mi asterrò.». L'atto secondo la consigliera Elena Mosti non cambia la sostanza di quello formulato inizialmente dalla famiglia di Cristina Biagi. —

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