Gioco
Ricortola e l’incubo alluvione: «Noi sott’acqua ad ogni pioggia»
Dal comitato cittadini (anche di Casone, Bondano e Partaccia) ancora timori “Canali tombati e tombini intasati. Ma anche poca illuminazione e degrado”
MASSA. All’indomani dell’alluvione del novembre 2012 che devastò la zona di Ricortola, nacque un comitato di abitanti per avere quella forza necessaria per costringere gli organi di competenza a prendersi le dovute responsabilità. Attualmente sono 400 persone che ne fanno parte e che si riuniscono spesso per fare il punto della situazione, confrontarsi sui problemi e ipotizzare possibili soluzioni. Ivo Zaccagna ne è il presidente e ci tiene a sottolineare che «non sussistono differenze tra Ricortola, Bondano, Casone o Partaccia. Questo è un territorio unico da valorizzare e difendere al pari del centro storico di Massa o di Marina, vista anche la grande vocazione turistica che ne fa una delle zone di campeggio più rinomate d’Italia. Va sistemato tanto per i residenti quanto per i turisti».. Sono più di 30 gli abitanti che si sono dati appuntamento nei giorni scorsi, temendo le conseguenze delle abbondanti piogge di questo periodo e per essere aggiornamenti sull’incontro avuto in Regione circa la data di inizio lavori. L’occasione è stata provocata goliardicamente da un post dove si chiedeva di incontrarsi per festeggiare “i due buchi di via Casone”, con riferimento al cedimento di una parte dell’asfalto in via del Casone avvenuto tre mesi fa, con un cantiere iniziato, transennato fino a bloccare buona parte della strada e poi abbandonato.
Ma non si è parlato solo di dissesto idrogeologico o di asfaltatura, perché i problemi emersi sono legati anche all’illuminazione di certe zone, al degrado e ad una rete fognaria di acque bianche presente a macchia di leopardo, ma necessaria dappertutto per il deflusso delle acque. Proprio la mancanza di una regimazione delle acque chiare, che fa sì che gli abitanti si trovino case e giardini allagati con un investimento personale non indifferente anche in termini di energia per l’attivazione delle pompe, è il primo problema al quale i cittadini chiedono urgente risoluzione.
Il consigliere regionale Giacomo Bugliani più volte è stato portavoce dei disagi della popolazione e si è attivato istituzionalmente almeno per la parte che riguarda la viabilità e la messa in sicurezza del torrente Ricortola i cui progetti di intervento sono già stati appaltati dalla Regione, mentre ancora è incerta la sorte dei canali Calatella Mare (attualmente sistemato con sistema di pompe) e il Calatella che continua a tracimare. Per quanto riguarda il resto le responsabilità passano dalla Regione al Comune e il Comitato sta aspettando che l’amministrazione si faccia avanti per un confronto concreto e la presa visione in loco della situazione che si viene a creare una volta arrivato il periodo delle piogge.
Giovanni Cucurnia abita in via degli Unni e il suo terreno è interessato proprio da quel Calatella in attesa di lavori. «Non accetto che mi venga detto che sono sfortunato perché la mia casa è stata costruita in una zona rispetto ad un’altra. Servono lavori fatti bene e in fretta in tutta la zona, anche solo rispettare le ordinanze comunali emesse e mai applicate Molti canali sono stati tombati in modo sbagliato e anziché fare condoni, si sarebbe dovuto procedere alla verifica e alla loro sistemazione. In passato sono stati fatti anche lavori di convogliamento dell’acqua dalle strade nei fossi demaniali, senza essere bonificate» La costruzione del Noa sembra abbia peggiorato la situazione della zona circostante.
Antonella Giannetti di via Silcia, oltre alle fogne bianche che arrivano a metà, si lamenta anche dei lampioni che sporgono di 40 cm sulla strada rendendo difficile la viabilità, come difficile muoversi è per Nicoletta Bonni di via Pietrasanta che può farlo solo in auto per evitare di impantanarsi. Problemi anche per Roberta Mammoli, che i terreni inondati non gli permettono più di parcheggiare l’auto vicino a casa. Lorella Gioia si lamenta invece del degrado diffuso, erbacce e sporcizia ovunque, una raccolta differenziata che non esiste e spazzatura che vengono a portare lì gli abitanti di zone limitrofe «ci vorrebbero più controlli e la pulizia dei tombini l’ho dovuta fare da sola».
Raffaello Tenerani ha esposto anche il problema della sicurezza personale che diventa più critico d’estate. «Abbiamo tutti l’allarme in casa, ma soprattutto, scherza, abbiamo il “Comitato dei Vicinato”, un controllo reciproco continuo». Claudia Bertoli è la barista che ha ospitato l’incontro e da un anno all’altro si è già resa conto del calo del turismo, complici tutte le criticità emerse. «Occorre difendere la nostra identità e riportare la zona agli splendori di un tempo. Non disdegneremo la ruota panoramica, avremo tanti punti in cui poterla mettere», conclude Zaccagna. —
Daniela Marzano
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