Sicurezza
Nuova vita a “Sophia”. E tutto il consiglio dice sì
Carrara: se la famiglia ce lo chiede, la statua l’accogliamo noi
massa. La famiglia di Cristina Biagi lo ha spiegato con coraggio e decisione: il posto di “Sophia”, la statua dedicata a tutte le donne vittime di femminicidio, la sua casa naturale, è piazza Aranci. Ma a quella casa la famiglia è disposta a rinunciare se l’amministrazione dovesse riconoscere come troppo impegnativa la cura e la manutenzione dell’opera.
Adesso spetta alle istituzioni e alla città dimostrare amore per “Sophia”, impegno per il messaggio che porta. Un primo segnale positivo - seppur negli intenti e non nei fatti per ora - arriva dal consiglio comunale: nella seduta di lunedì, infatti, viene approvata all’unanimità la mozione presentata dalla consigliera Elena Mosti e sottoscritta da Andrea Barotti, Uilian Berti, Stefano Alberti, Gabriele Carioli, Dina Dell’Ertole, Giovanni Giusti, Luana Mencarelli, Sergio Menchini, Paolo Menchini, Alessandro Volpi, Agostino Incoronato. L’intera opposizione. Elena Mosti, che per l’installazione di “Sophia” in piazza Aranci si è impegnata in prima persona, nella mozione sottolinea che la statua a ricordo di Cristina Biagi, uccisa dall’ex compagno, è stata vandalizzata 5 volte prima di finire a terra domenica scorsa, sottolinea che per ripristinarla «sono stati fatti soltanto lavori di messa in sicurezza» e chiede un impegno all’amministrazione e al sindaco: una luce per “Sophia” come la famiglia Biagi chiede ormai da anni. Un intervento definitivo sull’opera e una concreta valorizzazione della statua. Mozione su cui, dicevamo, l’intero consiglio vota “sì”.
Del resto la famiglia Biagi è stata chiara: se il comune ritiene troppo gravoso prendersi cura della statua, lo dica. E noi valuteremo se chiedere ad altre amministrazioni di adottarla, magari attraverso un bando. Certo è che se la richiesta di accogliere “Sophia” dovesse arrivare al Comune di Carrara, beh i cugini di oltre Foce sarebbero pronti ad accoglierle e valorizzare la statua. Lo conferma Anna Galleni, assessora con delega alle pari opportunità. Carrara non si candida volontariamente, farlo sarebbe uno sgarbo istituzionale nei confronti della giunta massese. Ma se dalla famiglia Biagi arrivasse una richiesta,allora la cosa sarebbe ben diversa: «Sono molto dispiaciuta - è il primo commento dell’assessora Galleni - per quanto accaduto a “Sophia”, la statua a ricordo di Cristina Biagi, vittima di femminicidio. Carrara è una città impegnata nelle lotta alla violenza contro le donne e non soltanto con gesti simbolici, ma con atti concreti. Con il nostro centro anti violenza, gestito dal Cif, siamo ogni giorno accanto alle donne e alle donne vittime di violenza. La famiglia di Cristina Biagi ha lanciato un appello. Se ci chiede di accogliere “Sophia”, noi rispendiamo che simo disponibili a farlo». Per il valore simbolico di quell’opera, per il suo messaggio.
Massa quindi “Sophia” ora deve dimostrare di meritarla perché altri sono pronti ad accoglierla. —C.S.
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