Il Tirreno

in commissione 

Le concessioni da un minimo di 13 anni fino a un massimo di 25

L.B.

Bottici (Pd): ci risiamo, è quello previsto dalla nostra bozza però il sindaco in campagna elettorale parlava di 15... 

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Carrara. Regolamento degli agri marmiferi: questa volta sul tavolo della commissione consiliare finiscono premialità e durata delle concessioni, disciplinati nella bozza all'articolo 5 (“Concessione di coltivazione”).

Nel testo si stabilisce che la «concessione ha, di norma, una durata di 13 anni e non può essere prorogata o rinnovata neppure tacitamente». Ci sono però scenari in cui la durata può aumentare: «Può essere incrementata di 2 anni se l'aggiudicatario risulta registrato ai sensi del Reg. CE 1221/2009». Ma non solo. Attraverso le cosiddette “premialità” la durata può arrivare dai 13 iniziali (più 2) a un massimo di 25 anni. «La data di scadenza della concessione potrà essere ulteriormente incrementata fino ad un massimo di 10 anni ai progetti che favoriscano la produzione di materiali da taglio superiore alla percentuale prevista dalla legge, lavorazione in loco, la tutela ambientale e sicurezza dei lavoratori, nonché ai progetti che favoriscano l'incremento dell'occupazione e lo sviluppo di filiere connesse al mondo del lapideo; i progetti dovranno cioè essere finalizzati all'incremento occupazionale ed allo sviluppo di filiere collegate all'attività estrattiva anche se non strettamente legati alle fase della lavorazione». L'incremento arriverà secondo dei criteri: «Entità dell'investimento in rapporto al canone concessorio dovuto all'amministrazione»; «rilevanza dell'investimento rispetto alle ricadute sull'occupazione, sull'ambiente e sulle infrastrutture».

«Si arriva a 25 anni come avevamo proposto nella nostra bozza. In alcuni documenti e nel programma elettorale però il sindaco parlava di 15 anni. È scritta in maniera diversa, ma alla fine il succo è quello», ricorda Cristiano Bottici (Pd). Sul testo torna anche Massimiliano Bernardi (Alternativa per Carrara). «Qual è la base, il ragionamento per cui si parte da 13 anni?», chiede. Poi la parola ad Andrea Vannucci (Carrara Democratica): «Bisogna capire intanto da chi è stato proposto il regolamento: è uno strumento neutro, “tecnico” o di valutazione politica fatto dall'amministrazione?». E ancora: «Il testo sembra più adatto a un periodo transitorio; non di carattere generale. C'è poi una sproporzione tra i 13 anni iniziali rispetto agli eventuali 12 aggiuntivi». «Ci vuole un documento parallelo, o un dettaglio, che disciplini maggiormente le premialità. Altrimenti diventa troppo discrezionale».

Replica il vicesindaco Matteo Martinelli. «La bozza è stata fatta dagli uffici in collaborazione con i legali e l'amministrazione che ha dato le sue indicazioni; in alcuni casi, di carattere politico, sono state seguite maggiormente. Chiaramente ci riconosciamo nel testo anche se, come tutto, è migliorabile. Sulla durata minima i 13 anni rispecchiano il nostro programma ed è secondo noi un tempo congruo proporzionato all'investimento economico. Poi chi fa di più per la città...». —L.B.

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