Il Tirreno

«Grazie all’Unione il vescovile è stato promosso come merita»

«Grazie all’Unione il vescovile è stato promosso come merita»

Secondo Mazzoni (segretario Pd) questa occasione è servita «per conoscere e valorizzare il fiore all’occhiello della Lunigiana» 

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la lettera

“La mia storia personale e i sentimenti che mi legano al liceo classico di Pontremoli non mi consentono di non intervenire nel dibattito che da giorni occupa la cronaca locale. Devo dire che chi, come me, ha vissuto e conosciuto il liceo come una delle eccellenze del territorio dovrebbe, prima di tutto, ringraziare l’Unione dei Comuni per la singolare operazione di marketing che ha saputo promuovere. Mai come in questi giorni il nostro liceo ha avuto il ruolo che merita sulla scena politica e sociale. Penso e spero che questo momento diventi un’occasione per conoscere e valorizzare appieno una realtà che merita il sostegno corale delle istituzioni”. Lo scrive Francesco Mazzoni, segretario del Pd di Pontremoli. “Non credo che quella dell’Unione sia stata una svista, così come sono convinto che sia un errore grossolano “incolpare” il residente Valettini. Sarebbe interessante capire le ragioni di chi ha ritenuto che non fosse opportuno includere uno dei fiori all’occhiello della Lunigiana. Certo è che, a mio avviso, non esiste ragione alcuna che possa sostenere e giustificare una tale scelta”. Prosegue Mazzoni: “Vorrei però tentare di superare la vecchia e semplicistica contrapposizione scuola pubblica–scuola privata poiché esacerbare una simile dicotomia non consentirebbe di cogliere la sostanza e la vera natura del liceo. Il classico di Pontremoli non è la scuola dei milionari, non è un luogo chiuso e stantio, riservato ai pochi che possono permettersi di erogare rette e contributi esorbitanti. È una realtà che può vantare una storia secolare grazie all’infaticabile servizio di sacerdoti che hanno insegnato, negli anni, pressoché gratuitamente, senza chiedere nulla in cambio, senza limiti di orario, di dedicazione, di attenzione ai ragazzi. Per esperienza, posso testimoniare che la libertà, la vera accoglienza, l’apertura nelle differenze sono i tratti distintivi di quel luogo. Se qualche sindaco si è fatto l’idea che sia bene non includere quella scuola in quanto “privata” mi permetto di dirgli che questo slogan non va più di moda. Credo che l’Unione possa e debba superare questo piccolo incidente, dal quale il territorio potrebbe trarre gran beneficio”. —

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