Sicurezza
Aronte, rumori ammessi come nelle aree di cava
L’antico rifugio sulle Apuane ha la classe acustica sei «Il silenzio serve di notte e di notte negli agri non si lavora»
Osservazione respinta perché il rifugio Aronte è «un piccolo edificio» circondato «da una vasta area di cava». In sostanza dice questo la controdeduzione degli uffici del Comune all’osservazione presentata dal Club Alpino Italiano sulla classificazione acustica del rifugio Aronte. Il bivacco, di proprietà del Cai sezione Ligure di Genova, fu costruito su un terreno ceduto dal Comune nel 1902. Si tratta del primo rifugio sulle Apuane, ha visto soggiornare migliaia di escursionisti e alpinisti, alcuni dei quali particolarmente famosi, come Enrico Fermi. Il bivacco è stato oggetto di discussione in consiglio, lunedì, a causa della sua vicinanza alla cava Piastramarina che il Comune intende riaprire. In passato il rifugio era stato inserito in una classe acustica VI, di tipo industriale, giustificato con il fatto che si trovasse all’interno di un “Agro Marmifero”.
«A seguito di diverse segnalazioni che evidenziavano come non fosse corretta tale assegnazione – si legge nell’osservazione del Cai - la stessa Regione invitò il Comune a rivedere le classificazioni e si arrivò ad una nuova definizione». Era, solo, il 13 febbraio del 2018. A distanza di poco più di un anno qualcosa è cambiato. Quel giorno, attraverso la determina dirigenziale 288, il Comune riconosceva che quel mappale di 31.000 metri quadrati era inserito tra i Siti di interesse comunitario e nelle Zone di protezione speciale, quindi habitat naturali e seminaturali della flora e della fauna. «Tali tipologie di aree - osserva il Cai - sono considerati recettori sensibili acustici. Tutto questo continua è un riconoscimento anche amministrativo della importanza naturalistica e paesaggistica del sito in cui si trova l’Aronte e in ottemperanza all'art 9 della Costituzione riteniamo pertanto che l’area debba essere protetta anche dal punto di vista acustico». Inoltre Arpat rileva una criticità tra la classe acustica stabilita dal Comune, la sesta, e quella relativa al bivacco, la prima, che a quella vicinanza risulterebbero incompatibili. La risposta fornita dai tecnici dice: «Si provvederà a ripristinare la classe VI per la piccola struttura edilizia Aronte condividendo le osservazioni di Arpat in merito alle forte discontinuità che si verrebbe a creare con la scelta effettuata nella variante al Piano di classificazione acustica adottata e cioè di inserire il manufatto in oggetto in classe I. Inoltre l’assegnazione della classe I risulta acusticamente non sostenibile in quanto potrebbe rappresentare una situazione di forte conflitto tra l'esigenza di tutela acustica e quella di normale esercizio delle attività di cava, difficilmente sanabile vista la conformazione dell’area». Il conflitto tra la tutela ambientale e il normale esercizio di cava viene risolto così: «È necessario evidenziare che il comma citato specifica che la tutela acustica per le aree di interesse storico può essere necessaria solo nei casi in cui ‘la quiete rappresenti un requisito indispensabile per la loro fruizione’. Per la struttura in questione, la quiete potrebbe forse risultare requisito importante soltanto nel periodo notturno quando è utilizzata come ricovero per la notte, ma anche quando le attività di cava sono comunque sospese». —
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