Il Tirreno

pontremoli 

Alla Cortina di cacciaguerra arte, storia e tante golosità

R. S.
Alla Cortina di cacciaguerra arte, storia e tante golosità

Nel locale preziosi affreschi, la specialità è la pasticceria  Rispolverato il ramaino, creato il testarolo dolce

3 MINUTI DI LETTURA





Pontremoli. La storia, l’arte e la bellezza la si respirano subito. Non solo per la collocazione, siamo infatti in piazza della Repubblica nel cuore del centro storico della città con la possibilità di poter osservare, con un solo colpo d’occhio, la cupola del Duomo e il Campanone. Ma la magia della tradizione traspira già dal nome del locale, infatti il vero nome di quello che tutti conoscono come Campanone è la “Cortina di cacciaguerra” , la fortezza a tre torri (di cui una è, appunto, il Campanone), unite da una cortina con camminamento, fatta costruire da Castruccio Castracani, nel 1322, per impedire i frequenti sanguinosi conflitti delle fazioni (Ghibellini e Guelfi) abitanti le due parti della città. «Nessuno ci aveva mai pensato e ne abbiamo approfittato utilizzando questo nome “La cortina di cacciaguerra” dando così una precisa connotazione al nostro locale, legato alla storia della città», racconta Massimiliano Bianchi che assieme al socio Andrea D’Imponzano gestisce il locale da quasi sei anni, infatti l’inaugurazione avvenne il 31 gennaio 2014, proprio in occasione della festa del patrono San Geminiano, per dare, ancora di più, un tocco di legame con il territorio. Per restare invece al settore “artistico” , le stanze interne del locale sono dei piccoli gioielli con la presenza di affreschi di Antonio Contestabili e Giovanni Battista Natali, anche se Massimiliano sottolinea con ironia che i veri capolavori sono all’interno del palazzo adiacente e a che a loro “è toccata la cantina” . Ma avercene di cantine così. Dopo questa digressione artistico-culturale, proviamo ad entrare nel cuore dell’attività. E c’è un aspetto in particolare per cui la caffetteria è famosa: la sua produzione di pasticceria. Quindi le paste da inzuppare la mattina nel cappuccino ma anche dolci, torte e tanti altri prodotti. Cos’è che li rende tanto speciali ce lo spiega lo stesso Massimiliano: «Facciamo tutto noi, a mano, senza impastatrice. Ed offriamo ai nostri clienti un prodotto fresco e genuino». Un prodotto poi sempre diverso «perché la lievitazione cambia ogni giorno a seconda di molteplici fattori», un marchio di fabbrica per certificare l’artigianalità del prodotto che si fonde alla valorizzazione dei prodotti locali. A cui si uniscono iniziative particolari «ad esempio durante la manifestazione Bancarelfiore, abbiamo realizzato una brioche a forma di fiore proprio per sottolineare il nostro legame con le iniziative della città». O ancora l’aver’rispolverato’un dolce tipico del territorio: il ramaino che però nella versione della “Cortina” è stato reso come una brioche (il classico è più un panino) «così è più soffice e dura più a lungo. Ma il sapore è fedele alla tradizione». Tradizione che viene utilizzata anche per innovare, come nel caso del testarolo che, in occasione del Testarolo pride, è stato realizzato in versione dolce «siamo stati i primi. Poi ce l’hanno copiato un po’tutti, ma va bene così». Non mancano inoltre le serate a tema «come quella dedicata alle zuppe o ai bolliti» per cercare di far risaltare prodotti di stagione e di qualità. Come ad esempio gli accessori per il the, di cui il locale ha un ampio assortimento di rivendita. Ritornando agli aspetti culturali, la caffetteria ha una forte sinergia con la piazza dove si svolge il premio Bancarella «siamo proprio di fronte al palco». Ma non solo, è tra gli sponsor del Salotto d’Europa, la manifestazione che porta durante il periodo estivo molti personaggi noti in piazza della Repubblica, e durante l’anno si svolgono varie iniziative culturali come presentazione di libri e lezioni dell’Unitre. –

R. S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web