Gioco
Sempre meno nati e tanti morti per tumori La provincia di Massa-Carrara fanalino di coda in Toscana
Scoraggiante il profilo di salute degli apuani: maggiore il numero di malati cronici e aspettativa di vita ridotta
MASSA. Ci sono sovrapposizioni che fanno male, che rallentano i processi, che rendono più difficile il raggiungimento dell’obbiettivo. E il piano integrato di salute nasce proprio con lo scopo di evitarle quelle sovrapposizione, di mettere intorno ad un tavolo soggetti diversi, di farli dialogare. Sanità e sociale a braccetto. Detto con maggiore concretezza: Comuni e azienda sanitaria. E tutti i soggetti che, associazioni di volontariato in primis, si occupano di sanità, sociale e assistenza. Allo stesso tavolo, fotografano il quadro generale e disegnano, per ambiti, le strade da percorrere con lo scopo di garantire maggiore qualità nei servizi sanitari e miglioramento complessivo della salute. Il percorso di integrazione muove, come dicevamo, dalla fotografia dell’esistente, fotografia che ieri mattina, in occasione del primo incontro per la stesura del piano in Sala della Resistenza, ha illustrato Monica Guglielmi, responsabile della sanità territoriale..
E in quella foto c’è davvero poco di incoraggiante. Perché in Toscana la nostra provincia, sul fronte di numerosi indicatori socio-sanitari, si colloca agli ultimi posti. Non ce la passiamo bene per salute, mortalità, abbiamo redditi bassi e - dato messo ben in evidenza - facciamo pochi figli. Il tasso di natalità è ben al di sotto della media regionale: se in Toscana nascono 6,7 bambini ogni mille abitanti, in quel di Massa Carrara di fiocchi rosa e azzurri se ne appendono 5,82 ogni mille abitanti. Al disotto anche della media dell’aslona che è di 6,35 nati. Meno figli e - è la conseguenza diretta - popolazione più vecchia: nel rapporto tra anziani e giovani al di sotto dei 15 anni siamo i peggiori dell’Asl toscana nord ovest, con picchi in Lunigiana. Ben al di sotto della media toscana. Siamo maglia nera sul fronte del tasso di mortalità, vale a dire del numero di decessi ogni 100.000 abitanti. Se la media regionale è di 923,59 decessi, noi raggiungiamo la cifra di 1.038,29. Nessuno in Toscana fa peggio di noi. Aumenta la mortalità nelle donne e mentre si registrano miglioramenti - spiega la dottoressa Gugliemi nel resto della regione- all’ombra della Apuane si verifica purtroppo un peggioramento.
E se il dato sulla mortalità viene scorporato, beh c’è ancora più da preoccuparsi: si muore, in questa terra, più che altrove per tumori. Più gli uomini delle donne. La mortalità per tumore - stando ai dati - è la più alta della toscana, più alta a Carrara che a Massa e Montignoso. Chiaro quindi che sia più bassa anche la speranza di vita alla nascita: si muore di più e il rischio di vivere meno è conseguente.
I pazienti con malattie croniche sono più che altrove: oltre 352 ogni mille abitanti contro il dato regionale di 332. La prevalenza del diabete è superiore a quella degli altri territorio: 77,85 diabetici ogni mille abitanti (71,7 in Toscana). Sopra le medie anche per scompenso cardiaco, ictus, cardiopatie ischemiche.
Una fotografia davvero poco incoraggiante ed elevatissimi margini di intervento, a partire dal piano integrato di salute che disegnerà priorità e percorsi in base a cui elaborare poi il piano attuativo locale che programma la sanità del territorio. —
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